Stemphylium vesicarium – maculatura bruna del pero e maculatura fogliare delle Alliaceae
Malattia

Stemphylium vesicarium – maculatura bruna del pero e maculatura fogliare delle Alliaceae

Stemphylium vesicarium (Wallr.) E.G. Simmons
In breve

Breve descrizione di Stemphylium vesicarium – maculatura bruna del pero e maculatura fogliare delle Alliaceae

Stemphylium vesicarium è un fungo fitopatogeno associato alla maculatura bruna del pero e a maculature o disseccamenti fogliari di cipolla e altre Alliaceae. In Italia è stato documentato sul pero e, più recentemente, sulla cipolla. Le lesioni bruno-olivastre con sporulazione scura possono confondersi con alternariosi, peronospora, danni da tripidi o stress; la conferma di laboratorio è utile nei casi importanti.

Identificazione rapida

Condizioni tipiche

Parti della pianta colpitePrincipalmente foglie, guaine e piccioli; nel pero anche frutti e giovani rametti. La perdita precoce della superficie fogliare riduce sviluppo, pezzatura e conservabilità dei bulbi.
Condizioni favorevoliBagnatura fogliare prolungata da pioggia, rugiada, nebbia o irrigazione soprachioma; elevata umidità della chioma, temperature miti o caldo moderato, vegetazione fitta, scarsa ventilazione e foglie già ferite o indebolite.
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Panoramica

La malattia assume aspetti diversi secondo l’ospite. Su cipolla, aglio, porro e altre Alliaceae compaiono inizialmente piccole macchie giallastre, beige o brune, talvolta idropiche; le lesioni si allungano, diventano bruno-olivastre o quasi nere e possono fondersi fino a disseccare intere porzioni fogliari.

Sul pero è associata alla maculatura bruna del pero: le prime macchie necrotiche compaiono sulle foglie e possono interessare anche piccioli, rametti giovani e frutti. La diagnosi non deve basarsi soltanto sul colore della lesione, perché alternariosi, peronospora, danni da insetti e fisiopatie possono produrre sintomi simili.

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Sintomi e riconoscimento

Su cipolla e Alliaceae: piccole macchie da giallastre a beige o brune, talvolta impregnate d’acqua, che diventano ovali, fusiformi o allungate. Il centro può assumere tonalità bruno-olivastre o nere con formazione di conidi scuri; le lesioni si uniscono, girdlano la foglia, provocano necrosi delle punte e disseccamento precoce.

Sul pero: piccole macchie necrotiche fogliari, inizialmente circolari, che aumentano di diametro; nei casi favorevoli possono comparire estesi disseccamenti, lesioni su frutti e alterazioni dei giovani rametti.

La colorazione violacea e le tipiche zonature concentriche orientano maggiormente verso l’alternariosi della cipolla, ma la distinzione può essere difficile senza esame di laboratorio.

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Cause e diffusione

Le fonti principali sono residui colturali infetti, foglie cadute, cumuli di scarti, piante volontarie e altri ospiti suscettibili. Conidi e altri propaguli vengono trasportati da vento, pioggia e schizzi d’acqua. La diffusione aumenta quando la vegetazione rimane bagnata a lungo o quando la chioma è densa e asciuga lentamente.

Su cipolla la malattia è spesso amplificata da tripidi, peronospora, grandine, caldo, siccità, fitotossicità da diserbanti e operazioni meccaniche. Eccessi di azoto, ristagni e scarsa circolazione dell’aria possono aumentare la durata della bagnatura e la severità.

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Ciclo vitale e persistenza

Il fungo può sopravvivere tra una coltura e l’altra nei residui infetti, nei bulbi di scarto, nelle piante spontanee e nelle foglie cadute del pero; il ruolo di seme, trapianti e ospiti alternativi varia secondo coltura e area. In primavera e durante l’estate, con umidità sufficiente, si formano conidi sulle lesioni mature e, in alcuni contesti, ascospore nei residui svernanti.

I conidi sono dispersi soprattutto da vento e schizzi di pioggia. La germinazione e l’infezione sono favorite da periodi prolungati di bagnatura; la penetrazione può avvenire attraverso aperture naturali o direttamente nell’epidermide, più facilmente quando i tessuti sono lesionati. Ripetuti cicli di sporulazione e infezione accelerano il disseccamento durante periodi umidi.

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Trattamento e difesa

Intervenire tempestivamente sulle cause predisponenti: migliorare l’arieggiamento, ridurre la bagnatura, correggere ristagni ed evitare ulteriori ferite. Asportare, ove praticabile, le parti fortemente colpite e allontanarle dalla coltura; non lasciare residui infetti sulla superficie del terreno.

Nei frutteti di pero la gestione della lettiera fogliare e il monitoraggio del rischio d’infezione sono centrali. In cipolla è utile registrare comparsa, intensità e distribuzione delle lesioni e verificare la presenza di peronospora o tripidi. La conferma diagnostica è consigliabile quando la decisione di trattamento ha rilevanza economica o quando i sintomi sono atipici.

Gli eventuali fungicidi devono essere scelti soltanto tra quelli attualmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità indicate in etichetta, alternando i gruppi a rischio di resistenza secondo le indicazioni ufficiali.

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Difesa delicata e biologica

Le misure ammesse in agricoltura biologica devono essere verificate secondo la normativa e le autorizzazioni vigenti in Italia. La strategia più utile è preventiva:

  • usare semente, bulbi e trapianti sani e controllati;
  • rimuovere residui gravemente infetti, cipolle di scarto e piante volontarie; nel pero gestire le foglie cadute con pratiche che ne accelerino la decomposizione;
  • preferire irrigazione localizzata e irrigare al mattino quando l’irrigazione soprachioma non è evitabile;
  • favorire rotazioni con colture non ospiti, drenaggio e ventilazione della chioma;
  • valutare microrganismi antagonisti, come formulati a base di Trichoderma, solo se registrati e autorizzati per la coltura e l’impiego specifico.
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Prevenzione

Impostare la prevenzione su rotazione, igiene e riduzione della bagnatura fogliare. Utilizzare materiale di propagazione sano, evitare successioni ravvicinate di cipolla, aglio, porro e altre Alliaceae e gestire correttamente residui, bulbi di scarto e piante volontarie. Nei pereti rimuovere o decomporre rapidamente la lettiera fogliare infetta.

  • Garantire drenaggio, distanze adeguate e buona circolazione dell’aria.
  • Limitare l’irrigazione soprachioma; se necessaria, eseguirla presto, così che le foglie asciughino rapidamente.
  • Controllare tripidi e altre cause di ferite nell’ambito della difesa integrata.
  • Ispezionare settimanalmente le foglie basali e più vecchie, soprattutto durante periodi piovosi, con rugiada o nebbia.
  • Confrontare sempre i sintomi con alternariosi, peronospora, danni da tripidi, fitotossicità e disseccamenti abiotici.
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Curiosità

  • In Italia la maculatura bruna del pero è documentata da decenni, mentre la prima segnalazione pubblicata di maculatura fogliare da S. vesicarium su cipolla risale a un campo dell’Emilia-Romagna osservato nel 2019.
  • Su cipolla il fungo è spesso favorito da ferite e stress preesistenti: peronospora, tripidi, grandine, caldo, siccità, diserbanti o danni meccanici.
  • Il nome storico Pleospora allii compare ancora in parte della letteratura fitopatologica come sinonimo teleomorfico.
  • La presenza del fungo non implica automaticamente una malattia grave: incidenza e danno dipendono dall’ospite, dal ceppo, dalle condizioni ambientali e dallo stato dei tessuti.
Importante nota sulla protezione delle piante

In Italia utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati per la specifica coltura, avversità e modalità d’impiego; verificare sempre il registro e l’etichetta vigente del prodotto prima dell’uso e rispettare dosi, intervalli di sicurezza, numero massimo di applicazioni e gestione delle resistenze. Non esiste un programma fungicida universale valido per tutti gli ospiti; la scelta deve essere integrata con monitoraggio, prevenzione e indicazioni tecniche locali.