Cancro e disseccamento da Botryosphaeria dothidea
Malattia

Cancro e disseccamento da Botryosphaeria dothidea

Botryosphaeria dothidea (Moug. ex Fr.) Ces. & De Not.
In breve

Breve descrizione di Cancro e disseccamento da Botryosphaeria dothidea

Botryosphaeria dothidea è un fungo patogeno del legno associato a ferite e stress che può provocare cancri, disseccamento di tralci e rami, necrosi di germogli e marciumi dei frutti. In Italia è stato segnalato su vite, olivo e diverse latifoglie, ma i sintomi sono spesso indistinguibili da quelli causati da altre Botryosphaeriaceae: la conferma richiede talvolta isolamento e identificazione molecolare.

Identificazione rapida

Condizioni tipiche

Parti della pianta colpiteCorteccia, cambio e legno di tralci, branche e tronchi; gemme, germogli, infiorescenze, grappoli, drupe e altri frutti.
Condizioni favorevoliPiogge e bagnature prolungate, ferite di potatura o da gelo, caldo e siccità, ristagni e radici danneggiate, bassa vigoria, danni da insetti, legno morto e frutti mummificati.
Fitopatologo

Panoramica

Botryosphaeria dothidea è un fungo lignicolo e patogeno opportunista, ampiamente associato a piante legnose. In Italia è stato documentato, tra gli altri casi, su olivo, vite e latifoglie ornamentali e forestali. Può causare cancri corticali, disseccamento di rami e tralci, avvizzimento di germogli, necrosi di grappoli o pannocchie e marciumi dei frutti.

La malattia diventa più probabile quando la pianta è indebolita da siccità, caldo, ristagni o problemi radicali, sovraccarico produttivo, gelate, potature severe, ferite meccaniche o insetti. La presenza di piccoli corpi fruttiferi neri è indicativa di un fungo sporigeno, ma non dimostra da sola che si tratti proprio di B. dothidea. Per una diagnosi di specie possono essere necessari campioni di legno al margine attivo della lesione, isolamento e analisi molecolare.

Fitopatologo

Sintomi e riconoscimento

I primi sintomi sono spesso localizzati vicino a ferite o nodi: aree depresse, ellittiche o allungate, da bruno-rossastre a grigie, che si ampliano nella corteccia. Il legno sotto la corteccia può presentare striature o imbrunimenti; la corteccia può fessurarsi o spaccarsi longitudinalmente.

  • disseccamento di germogli, speroni, tralci e branche;
  • gemme morte e perdita di porzioni della chioma;
  • cancri che possono cingere progressivamente il ramo;
  • foglie che appassiscono o disseccano prima del ramo interessato;
  • imbrunimento del rachide, necrosi di grappoli o infiorescenze;
  • marciume bruno o scuro di frutti e drupe, talvolta con piccoli picnidi neri.

Sulla vite le lesioni possono essere associate ai tagli di potatura e al legno pluriennale. Sull’olivo possono comparire disseccamento di branche e marciume delle drupe. Su querce, platani e altre latifoglie ornamentali il quadro può includere cancri del tronco e deperimento della chioma.

Fitopatologo

Cause e diffusione

La diffusione avviene soprattutto tramite spore prodotte su legno morto, cancri, residui e frutti mummificati. Pioggia, ruscellamento, utensili di potatura contaminati e materiale vivaistico infetto possono trasferire l’inoculo.

Le infezioni sono favorite da tagli di potatura, gelate, grandine, scortecciamenti, insetti xilofagi, ferite meccaniche e tessuti indeboliti. Siccità, caldo intenso, ristagno idrico, problemi radicali, carico produttivo e altre malattie riducono la capacità della pianta di compartimentare il fungo. La vicinanza a alberi o arbusti legnosi gravemente malati aumenta la pressione d’inoculo, ma non consente di attribuire ogni cancro alla sola specie B. dothidea.

Fitopatologo

Ciclo vitale e persistenza

Il fungo sopravvive nella corteccia morta, nei cancri, nei tralci e rami disseccati, nei frutti mummificati e nei residui di potatura. Durante periodi umidi forma picnidi e altri corpi fruttiferi nei tessuti morti; le spore vengono liberate soprattutto in presenza di pioggia e trasportate da spruzzi, ruscellamento e materiali contaminati.

L’infezione avviene principalmente attraverso tagli di potatura, lesioni da gelo, grandine o insetti, aperture naturali e tessuti già compromessi. Dopo la penetrazione il fungo può rimanere latente nel legno e avanzare più rapidamente quando le difese della pianta sono ridotte. Nei frutti l’infezione può diventare evidente vicino alla maturazione o dopo la raccolta. Il ciclo può ripetersi ogni volta che pioggia e tessuti suscettibili coincidono.

Le vecchie segnalazioni su numerosi ospiti devono essere interpretate con cautela: in passato specie diverse della famiglia Botryosphaeriaceae venivano spesso confuse con B. dothidea.

Fitopatologo

Trattamento e difesa

Il legno già colonizzato in profondità non può essere risanato con un trattamento curativo affidabile. Su vite, arbusti e piccoli alberi, asportare in periodo asciutto i tralci e i rami colpiti, effettuando il taglio ben sotto l’area imbrunita o cancrenosa. Sterilizzare gli attrezzi tra i tagli sospetti e rimuovere il materiale dal sito.

Su branche principali e tronchi, la potatura drastica può compromettere la stabilità o la sopravvivenza della pianta; far valutare il rischio da un tecnico qualificato. Gli alberi con cancri estesi, branche secche sopra aree frequentate o perdita significativa di stabilità possono richiedere una valutazione di arboricoltura.

Correggere gli stress predisponenti: irrigazione durante periodi siccitosi, miglioramento del drenaggio, riduzione delle ferite, controllo degli insetti e rimozione dei residui infetti. I fungicidi, quando previsti, hanno soprattutto funzione preventiva o di protezione delle ferite e devono essere impiegati soltanto se l’etichetta italiana autorizza espressamente coltura, avversità e modalità d’uso.

Fitopatologo

Difesa delicata e biologica

La gestione biologica e a basso impatto deve concentrarsi sulla prevenzione delle nuove infezioni e sulla protezione delle ferite, non sulla “cura” del legno profondamente colonizzato.

  • potare nelle giornate asciutte, evitando periodi piovosi e di elevata bagnatura;
  • asportare i rami, i tralci e le parti di corteccia chiaramente compromessi, tagliando ben al di sotto del margine visibile e fino a legno sano;
  • rimuovere dal frutteto o dal giardino i residui infetti e i frutti mummificati; non inserirli nel compost domestico se non si raggiungono temperature realmente igienizzanti;
  • disinfettare gli strumenti tra piante o parti chiaramente malate e sane, pulendo prima la linfa e i residui;
  • evitare ferite al tronco, irrigazione soprachioma e lavorazioni che bagnino o danneggino la corteccia;
  • mantenere una nutrizione equilibrata e un’irrigazione regolare durante la siccità, senza eccessi di azoto;
  • valutare, con un tecnico, eventuali prodotti microbiologici o protettivi autorizzati in Italia per la coltura e l’uso specifico, seguendo rigorosamente l’etichetta.
Fitopatologo

Prevenzione

Usare piante e marze sane, controllate e prive di lesioni sospette. Nei nuovi impianti evitare materiale vivaistico con disseccamenti e non lasciare a contatto con le piante sane legno morto proveniente da alberi infetti.

  • mantenere una buona vigoria con irrigazione localizzata durante la siccità e drenaggio adeguato;
  • evitare ferite al tronco e proteggere le piante da urti, grandine, gelo e danni da insetti;
  • potare con strumenti puliti, in condizioni asciutte e con tagli regolari che favoriscano una rapida cicatrizzazione;
  • eliminare prontamente rami, tralci, cancri, frutti mummificati e residui di potatura;
  • non lasciare cumuli di legno infetto vicino a vigneti, oliveti, frutteti o alberature;
  • gestire irrigazione, fertilità, carico produttivo e parassiti in modo da limitare lo stress;
  • in caso di deperimento esteso, far analizzare un campione prima di sostituire la pianta o impostare trattamenti.
Fitopatologo

Curiosità

  • B. dothidea può vivere a lungo in modo latente nei tessuti legnosi e manifestarsi dopo stress idrico o ferite.
  • Il nome è stato storicamente applicato a un insieme più ampio di funghi oggi separati con metodi basati sul DNA.
  • In Italia l’olivo può essere colpito da più specie di Botryosphaeriaceae contemporaneamente; perciò il sintomo “marciume della drupa” non identifica automaticamente questa specie.
  • I piccoli corpi fruttiferi neri sulla corteccia sono utili per il campionamento, ma non sono sufficienti per la diagnosi specifica.
Importante nota sulla protezione delle piante

Non esiste un programma chimico universale affidabile per il legno già colonizzato. Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità specifica, verificando l’etichetta vigente, le colture autorizzate, le dosi, i tempi di carenza e le prescrizioni d’impiego. I trattamenti non sostituiscono la potatura sanitaria, la rimozione dei residui e la riduzione degli stress.