
Moria improvvisa delle querce e deperimento da ramorum
Phytophthora ramorumBreve descrizione di Moria improvvisa delle querce e deperimento da ramorum
Phytophthora ramorum è un oomice, cioè un organismo simile a un fungo, regolamentato nell’Unione Europea e capace di colpire querce, castagno, larice, rododendri, camelie, viburni e altre piante legnose. Può provocare macchie fogliari, disseccamento dei germogli e cancri con fuoriuscita di essudato. I sintomi non sono diagnostici da soli: la conferma richiede un laboratorio fitopatologico.
Condizioni tipiche
Panoramica
Phytophthora ramorum è un oomice invasivo, spesso definito impropriamente fungo, che causa il deperimento da ramorum su molte piante ornamentali e forestali e la cosiddetta moria improvvisa di alcune querce e specie affini. È un patogeno soprattutto della parte aerea: non va confuso automaticamente con le numerose Phytophthora responsabili di marciumi radicali.
Su rododendri, camelie, viburni e altri arbusti prevalgono lesioni fogliari brune o nerastre, necrosi dei piccioli e disseccamento dei rametti. Su alcune querce, castagni e altre piante legnose possono comparire cancri del tronco o dei rami con essudati scuri e progressivo deperimento della chioma. L’aspetto può sovrapporsi a quello di altri patogeni, danni da gelo, siccità o ristagno: l’identificazione visiva non è sufficiente.
In Italia il sospetto va segnalato ai Servizi fitosanitari regionali secondo le procedure vigenti, soprattutto quando riguarda vivai, materiale forestale o piante destinate allo spostamento.
Sintomi e riconoscimento
I sintomi dipendono fortemente dall’ospite.
- Rododendri, camelie, viburni e altri arbusti: macchie o aree necrotiche bruno-scure, spesso umide all’inizio, che partono dal margine, dalla punta o dal picciolo; il tessuto morto può avanzare lungo la nervatura principale. Sono frequenti piccioli anneriti, caduta anticipata delle foglie e disseccamento dei germogli.
- Querce e specie arboree sensibili: essudato bruno-rossastro o nerastro dalla corteccia, cancri su tronco e branche, imbrunimento dei tessuti sotto la corteccia, assottigliamento della chioma, disseccamento dei rami e rapido imbrunimento fogliare.
- Larici: aghi violacei, bruni o nerastri, caduta anticipata, gemme e germogli appassiti, cancri e disseccamento della chioma.
- Altri ospiti: possono mostrare soltanto macchie fogliari e deperimento dei germogli, pur contribuendo alla produzione di inoculo.
Cancri sanguinanti, maculature e disseccamenti hanno molte cause alternative; la conferma richiede un laboratorio competente.
Cause e diffusione
La diffusione a breve distanza avviene soprattutto tramite pioggia, vento con pioggia, schizzi, ruscellamento e irrigazione soprachioma. Le foglie e i rametti infetti possono produrre sporangi; l’acqua superficiale consente poi il movimento delle zoospore.
La diffusione a maggiore distanza è associata a piante da vivaio infette, talee, substrati, terreno aderente, foglie e residui vegetali, calzature, veicoli, attrezzature e contenitori contaminati. Vivai densi, ristagni, drenaggio insufficiente e sistemi di irrigazione ricircolata aumentano il rischio.
Ciclo vitale e persistenza
Phytophthora ramorum si moltiplica soprattutto in modo asessuato. Durante periodi umidi forma sporangi su foglie, piccioli e rametti infetti. La pioggia, il vento con pioggia, gli schizzi e l’acqua di irrigazione ne favoriscono il trasferimento verso tessuti sani.
Quando sulla superficie vegetale permane un velo d’acqua, gli sporangi possono liberare zoospore mobili. Queste si incistano, germinano e penetrano nei tessuti suscettibili. L’organismo può inoltre formare clamidospore a parete spessa, capaci di persistere nei tessuti infetti, nel terreno aderente e nei residui vegetali per periodi sfavorevoli.
Le nuove infezioni sono più probabili durante primavere fresche e piovose o in autunni umidi. I diversi lignaggi genetici e la presenza di isolati con comportamento differente rendono variabili gravità, ospiti colpiti e rischio fitosanitario.
Trattamento e difesa
Prima del trattamento è necessario raccogliere campioni rappresentativi di foglie, piccioli, rametti o margine del cancro e inviarli a un laboratorio fitopatologico qualificato. I sintomi da soli non distinguono P. ramorum da altre Phytophthora, cancri batterici, funghi, ustioni, gelo o stress idrici.
- Mettere in quarantena la pianta o il lotto sospetto e sospendere la movimentazione del materiale.
- Eliminare e distruggere le piante confermate o gravemente colpite secondo le istruzioni del Servizio fitosanitario regionale.
- Rimuovere tempestivamente foglie e rametti infetti, lavorando con clima asciutto e sanificando gli attrezzi.
- In vivaio, bloccare l’irrigazione ricircolata sospetta, gestire separatamente drenaggi e residui e sottoporre a controllo le piante vicine.
- Su alberi di pregio, una potatura sanitaria o l’abbattimento devono essere decisi da un tecnico qualificato dopo diagnosi e valutazione della stabilità.
Difesa delicata e biologica
Non esiste un controllo biologico domestico affidabile che elimini l’organismo da una pianta già infetta. La gestione integrata deve puntare a ridurre l’inoculo e impedire la sua movimentazione.
- Isolare subito le piante sospette e non spostare vasi, talee, terriccio o residui.
- Rimuovere foglie cadute, rametti e piante gravemente compromesse; conferire il materiale secondo le indicazioni del Servizio fitosanitario, senza compostarlo in sito.
- Potare solo quando il fogliame è asciutto, tagliando nel tessuto apparentemente sano e disinfettando gli strumenti tra una pianta e l’altra.
- Pulire suole, ruote, attrezzi, contenitori e superfici dal terreno e dai detriti umidi.
- Ridurre la bagnatura della chioma, evitare il ruscellamento verso piante sane e non riutilizzare acqua di irrigazione potenzialmente contaminata.
Prevenzione
Acquistare piante e materiale di propagazione da fornitori affidabili, con la documentazione fitosanitaria richiesta per la movimentazione nell’Unione Europea. Non introdurre in giardino piante con macchie inspiegabili, disseccamenti dei germogli o cancri con essudato.
- Ispezionare le nuove piante prima dell’acquisto e tenerle separate dalle altre durante il periodo di osservazione.
- Usare contenitori, substrati e superfici puliti; tenere i vasi sollevati dal terreno nudo.
- Preferire irrigazione localizzata e mantenere asciutta la chioma quando possibile.
- Migliorare il drenaggio, eliminare ristagni e impedire che l’acqua defluisca da lotti sospetti verso piante sane.
- Disinfettare gli strumenti tra le piante e rimuovere terra e residui da calzature, ruote e macchinari.
- In caso di sospetto su piante forestali, ornamentali o da vivaio, non effettuare spostamenti o potature estese prima di avere ricevuto indicazioni ufficiali.
Curiosità
- È un oomice, non un vero fungo, sebbene i sintomi e il ciclo su materiale vegetale possano ricordare molte malattie fungine.
- Gli ospiti non legnosi o arbustivi possono produrre molto inoculo anche quando sopravvivono all’infezione; per questo una pianta apparentemente non morente può contribuire alla diffusione.
- Le querce infette possono sviluppare cancri letali, mentre molte piante ornamentali mostrano soprattutto maculature fogliari e disseccamento dei rametti.
- La presenza di acqua libera sulle foglie è importante per il rilascio e il movimento delle zoospore.
- Nell’Unione Europea esistono prescrizioni specifiche per alcuni materiali di moltiplicazione e per gli isolati dell’organismo, con differenze tra isolati UE e non UE.
Non applicare prodotti fitosanitari sulla base dei soli sintomi. In Italia utilizzare esclusivamente prodotti legalmente autorizzati per la coltura e per l’avversità specifica, seguendo integralmente l’etichetta aggiornata e le eventuali disposizioni dell’autorità fitosanitaria. I trattamenti non sostituiscono isolamento, igiene, rimozione dei focolai e diagnosi di laboratorio.
Piante colpite
Le piante seguenti sono collegate a questo problema sulla base dei dati strutturati relativi alle piante ospiti. L’elenco si aggiorna automaticamente quando viene creata una nuova scheda della pianta.
Acero dorato a luna piena (Acer shirasawanum ‘Aureum’)Acer shirasawanum 'Aureum'
Acer platanoides ‘Globosum’: coltivazione e cura dell’acero riccioAcer platanoides 'Globosum'
Guida alla cura dell’acero striato (Acer pensylvanicum)Acer pensylvanicum
Viridis (Acer palmatum ‘Viridis’)Acer palmatum 'Viridis'
Acer palmatum ‘Shishigashira’ – acero giapponese testa di leoneAcer palmatum 'Shishigashira'
Shirazz (Acer palmatum ‘Shirazz’)Acer palmatum 'Shirazz'
Seiryu (Acer palmatum ‘Seiryu’)Acer palmatum 'Seiryu'
Sango Kaku (Acer palmatum ‘Sango Kaku’)Acer palmatum 'Sango Kaku'
Acer palmatum ‘Osakazuki’Acer palmatum 'Osakazuki'
Nicholsonii (Acer palmatum ‘Nicholsonii’)Acer palmatum 'Nicholsonii'
Mikawa Yatsubusa (Acer palmatum ‘Mikawa Yatsubusa’)Acer palmatum 'Mikawa Yatsubusa'
Dissectum (Acer palmatum ‘Dissectum’)Acer palmatum 'Dissectum'