
Afide del pisello
Acyrthosiphon pisumBreve descrizione di Afide del pisello
L’afide del pisello (Acyrthosiphon pisum) è un insetto pungente-succhiante tipico di pisello, erba medica, trifogli e altre leguminose. Le colonie si concentrano su germogli, foglie giovani, fiori e baccelli in formazione, dove possono provocare crescita stentata, deformazioni, melata e riduzione della qualità dei semi. In Italia il rischio è spesso maggiore in primavera, con clima fresco o mite.
Condizioni tipiche
Panoramica
L’afide del pisello è un Emittero della famiglia Aphididae. Gli adulti misurano in genere circa 2,2–3 mm, hanno corpo allungato, antenne e zampe lunghe, coda evidente e sifoni relativamente lunghi. La maggior parte degli individui è attera; forme alate compaiono quando la colonia è affollata, la qualità della pianta diminuisce o sono favorite la dispersione e la colonizzazione di nuovi ospiti.
Su pisello le colonie si concentrano sugli apici, sulle foglie giovani, sui fiori e sui baccelli in sviluppo. La sottrazione di linfa può ridurre il vigore, l’allegagione e il riempimento dei semi. La melata rende le superfici appiccicose e può favorire una fumaggine superficiale. La presenza dell’afide, da sola, non consente di diagnosticare una virosi.
Il colore non è sufficiente per l’identificazione. Quando l’afide è presente su pisello o medica, è consigliabile osservare con lente le antenne e gli altri caratteri diagnostici oppure richiedere una conferma specialistica.
Sintomi e riconoscimento
- Colonie di afidi verdi o rosati, ninfe e mute biancastre su apici, foglie giovani, fiori e baccelli.
- Accartocciamento, deformazione, ingiallimento, appassimento o riduzione della crescita dei germogli quando la densità è elevata.
- Melata lucida e appiccicosa su foglie, fusti e baccelli; successiva fumaggine scura superficiale.
- Ridotta permanenza dei fiori, allegagione incompleta, baccelli più piccoli o semi non completamente riempiti.
- Sull’erba medica, scolorimento, rallentamento dei ricacci e possibile peggioramento della qualità del foraggio in caso di forti infestazioni.
- Eventuali sintomi virali non sono attribuibili automaticamente ad A. pisum: devono essere diagnosticati separatamente.
Cause e diffusione
Il danno è causato dalla puntura dei tessuti e dall’aspirazione della linfa da parte di adulti e ninfe. La riproduzione primaverile ed estiva senza accoppiamento consente un rapido aumento numerico.
Le femmine alate possono essere trasportate dalle correnti d’aria da medica, trifogli, veccia, leguminose spontanee o colture residue verso il pisello e altre Fabaceae. Sono favorevoli la presenza di ospiti infestati nelle vicinanze, la vegetazione molto tenera, lo stress da siccità e la riduzione di predatori e parassitoidi dopo trattamenti poco selettivi.
A. pisum può contribuire alla trasmissione di alcuni virus delle leguminose, ma la capacità vettoriale dipende dal virus, dalla popolazione dell’afide e dal momento di acquisizione e trasmissione.
Ciclo vitale e persistenza
In molte aree temperate il ciclo può concludersi con uova svernanti deposte su fusti o altri tessuti di leguminose perenni; nelle zone italiane più miti alcuni individui possono sopravvivere attivi durante l’inverno. In primavera le fondatrici generano ninfe vive senza accoppiamento.
Le ninfe attraversano diverse mute prima di diventare adulte. Per numerose generazioni prevalgono forme attere che restano sull’ospite idoneo. Quando la colonia diventa affollata, la pianta invecchia o le condizioni stagionali cambiano, si formano femmine alate che disperdono il parassita verso nuove leguminose. In autunno possono comparire maschi e femmine sessuate; dopo l’accoppiamento vengono deposte le uova svernanti.
Lo sviluppo è favorito da temperature fresche o moderate. Le popolazioni spesso crescono rapidamente in primavera, mentre il caldo estivo intenso può limitarne la crescita.
Trattamento e difesa
Intervenire in base alla densità della colonia, alla fase della coltura e alla presenza di antagonisti, non secondo un calendario fisso. Su poche piante, eliminare manualmente le colonie o lavarle con acqua; rimuovere i residui di coltura che ospitano ancora afidi vivi dopo la raccolta.
In colture estese, intensificare il monitoraggio quando le colonie raggiungono germogli, fiori e baccelli. Considerare la distribuzione della popolazione sull’intero appezzamento, il vigore delle piante e il numero di predatori prima di decidere. Evitare trattamenti generalizzati durante la fioritura o quando sono attive le api.
Se il danno supera la soglia agronomicamente accettabile, scegliere soltanto un prodotto autorizzato in Italia per la specifica coltura e avversità e attenersi integralmente all’etichetta vigente. Alternare, quando previsto dall’etichetta e necessario, modalità d’azione diverse per limitare il rischio di selezione di resistenze.
Difesa delicata e biologica
Per infestazioni iniziali e localizzate su ortaggi o piante da giardino, dirigere un getto d’acqua abbastanza deciso sulle colonie, soprattutto sulla pagina inferiore delle foglie e sugli apici, ripetendo il controllo dopo alcuni giorni. Asportare e allontanare i germogli gravemente infestati quando ciò non compromette la produzione.
Favorire la presenza di coccinelle, larve di sirfidi, crisopidi e altri predatori evitando trattamenti ad ampio spettro non necessari. In colture protette o in programmi professionali, l’impiego di parassitoidi come Aphidius ervi deve seguire indicazioni tecniche specifiche e un monitoraggio della popolazione.
Saponi molli, oli o altri prodotti a basso impatto possono essere considerati solo se autorizzati per l’uso previsto in Italia e applicati secondo etichetta. La bagnatura deve raggiungere direttamente gli afidi; ripetere senza criterio può danneggiare la vegetazione e gli organismi utili.
Prevenzione
- Ispezionare almeno una volta alla settimana pisello e altre leguminose dall’emergenza alla fioritura e all’inizio dell’ingrossamento dei baccelli, osservando soprattutto apici e pagina inferiore delle foglie.
- Usare una lente quando compaiono afidi verdi di grandi dimensioni su pisello o medica: A. pisum può essere confuso con l’afide blu dell’erba medica e con altre specie.
- Rimuovere o sfalciare in modo ragionato le leguminose spontanee e le piante volontarie fortemente infestate vicino alle colture di pregio, senza distruggere inutilmente le fasce che ospitano gli insetti utili.
- Mantenere un’irrigazione regolare e un buon equilibrio nutrizionale; evitare eccessi di azoto, che producono tessuti molto teneri e più attrattivi.
- Preferire varietà adattate localmente e, quando documentata e disponibile, resistenza o minore suscettibilità varietale.
- Durante i sopralluoghi annotare densità degli afidi, fase della coltura e presenza di coccinelle, sirfidi, crisopidi e afidi mummificati.
- Controllare le formiche che proteggono le colonie, senza danneggiare gli impollinatori o applicare esche in modo indiscriminato.
Curiosità
- La specie presenta forme verdi e rosate; il colore può variare fra popolazioni e biotipi.
- Le forme alate aumentano la capacità di colonizzare nuove colture quando la colonia è affollata o l’ospite perde qualità.
- Afidi predatori come coccinelle, larve di sirfidi e crisopidi possono ridurre sensibilmente le colonie.
- Il parassitoide Aphidius ervi è associato al controllo biologico dell’afide del pisello, ma la sua efficacia dipende da clima, densità dell’afide e condizioni del campo.
- La specie è legata soprattutto alle Fabaceae; le associazioni con altre famiglie vegetali sono meno importanti e possono riflettere popolazioni o biotipi differenti.
- La melata può attirare formiche, che proteggono gli afidi e ne ostacolano in parte i nemici naturali.
Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità specifiche, verificando l’etichetta vigente, le colture registrate, le dosi, i tempi di carenza, il numero massimo di applicazioni e le prescrizioni per api e altri organismi utili. Non applicare trattamenti basati soltanto sulla presenza di pochi afidi o senza aver controllato la popolazione degli antagonisti naturali.