
Afide del frumento
Sitobion avenae (Fabricius)Breve descrizione di Afide del frumento
L’afide del frumento, Sitobion avenae, è un fitofago dei cereali che si concentra spesso sulle spighe di frumento, ma può infestare anche orzo, avena e segale. Le colonie sottraggono linfa, producono melata e, in alcune situazioni, favoriscono la trasmissione del virus del nanismo giallo dell’orzo. Il controllo deve basarsi su monitoraggio, soglie e conservazione dei nemici naturali.
Condizioni tipiche
Panoramica
L’afide del frumento è un piccolo emittero della famiglia Aphididae. Gli adulti e le neanidi possono essere giallo-verdi, rossastre o più scure; presentano antenne relativamente lunghe e sifoni scuri all’estremità dell’addome. Le forme alate favoriscono la dispersione tra appezzamenti.
In Italia è associato soprattutto a frumento tenero e duro, orzo, avena e segale. Nel frumento tende spesso a concentrarsi sulle spighe e tra le spighette, mentre su orzo e avena può essere osservato anche su foglie e culmi. Infestazioni moderate possono essere tollerate, soprattutto quando sono presenti predatori e parassitoidi.
Sintomi e riconoscimento
- Colonie di afidi giallo-verdi, rossastri o scuri su foglie, culmi e soprattutto spighe di frumento.
- Melata appiccicosa su foglie e spighe, talvolta seguita da fumaggine superficiale.
- Ingiallimento, senescenza anticipata, minore vigore e, nelle infestazioni intense, ridotto riempimento delle cariossidi.
- Presenza di numerosi individui tra le spighette e attorno alle cariossidi in sviluppo.
- Sintomi di nanismo giallo dell’orzo, come ingiallimenti o arrossamenti, accestimento ridotto e crescita irregolare, possono indicare una virosi ma non sono diagnosticabili dalla sola presenza dell’afide.
Per distinguere S. avenae da Rhopalosiphum padi e Metopolophium dirhodum occorre osservare colore, forma del corpo, zampe, sifoni, posizione della colonia e, quando necessario, utilizzare una chiave entomologica.
Cause e diffusione
L’afide perfora i tessuti vegetali con l’apparato boccale pungente-succhiante e preleva linfa floematica. Le popolazioni possono aumentare rapidamente su cereali vigorosi in condizioni miti e stabili. Le forme alate si spostano da piante affollate, senescenti o in peggioramento verso nuove colture.
Cereali volontari, graminacee dei bordi, inerbimenti non gestiti e semine con periodi sovrapposti possono mantenere popolazioni locali. La specie può completare il ciclo su cereali e graminacee senza dipendere necessariamente da un ospite legnoso alternativo. La trasmissione virale non è automatica e non può essere dedotta dalla sola osservazione di afidi.
Ciclo vitale e persistenza
Il ciclo varia in funzione del clone, della latitudine, della severità dell’inverno e dello stato della pianta. Durante la stagione vegetativa le femmine possono riprodursi per partenogenesi, partorendo neanidi vive. Le neanidi attraversano quattro mute prima di diventare adulti alati o atteri.
In alcune aree e condizioni autunnali vengono prodotte forme sessuate e uova svernanti sulle graminacee o sui cereali. In zone più miti possono sopravvivere femmine partenogenetiche su piante vive. Le popolazioni aumentano in primavera e all’inizio dell’estate; sovraffollamento, senescenza della coltura o peggioramento della qualità dell’ospite favoriscono la comparsa di forme alate e la migrazione.
Trattamento e difesa
Iniziare con un campionamento distribuito nel campo, senza limitarsi alle piante più infestate. Contare gli afidi su foglie e spighe in più punti e valutare contemporaneamente coccinellidi, sirfidi, crisope, parassitoidi e afidi mummificati.
Un intervento è più giustificato quando la popolazione è in aumento, i nemici naturali non sono sufficienti, la coltura si trova in una fase sensibile e viene raggiunta una soglia economica validata localmente. Nelle indicazioni italiane per la difesa integrata del frumento si considera, in specifici contesti regionali, il superamento dell’80% di culmi infestati a fine fioritura; non è una soglia universale per ogni cultivar, ambiente o sistema produttivo.
Se il trattamento è necessario, scegliere solo prodotti autorizzati per frumento o altra coltura interessata e per questa avversità, rispettando etichetta, tempi di carenza, limitazioni d’impiego e protezione degli insetti utili. Evitare applicazioni durante la fioritura quando l’etichetta o le prescrizioni locali lo vietano e non ripetere trattamenti senza una nuova valutazione.
Difesa delicata e biologica
Favorire la conservazione dei nemici naturali evitando trattamenti ad ampio spettro non giustificati. Tra i principali organismi utili vi sono coccinellidi, larve di sirfidi, crisope, parassitoidi afidini e, in condizioni umide, funghi entomopatogeni.
- Controllare la presenza di afidi parassitizzati, riconoscibili come corpi gonfi e immobili, spesso di colore beige o brunastro.
- Conservare fasce e margini con vegetazione diversificata compatibilmente con la gestione agronomica e il rischio di ospitare cereali volontari.
- Valutare eventuali formulati a basso impatto o sostanze di origine naturale solo se autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità, rispettando rigorosamente l’etichetta.
- Non confondere la presenza di alcuni afidi con la necessità automatica di intervenire: la dinamica della popolazione e il rapporto con i limitatori naturali sono decisivi.
Prevenzione
Monitorare frumento, orzo, avena e segale dal levata alla spigatura e durante il riempimento delle cariossidi, osservando un numero rappresentativo di punti del campo. Nel frumento esaminare in particolare spighe e spighette; controllare anche cereali volontari, graminacee dei bordi e giovani colture autunno-vernine.
- Usare varietà e date di semina adatte all’areale italiano, evitando ritardi eccessivi o colture indebolite.
- Adottare concimazioni azotate equilibrate: eccessi di azoto possono favorire tessuti teneri e popolazioni più persistenti.
- Evitare semine eccessivamente fitte e mantenere una gestione agronomica uniforme.
- Registrare densità degli afidi, fase fenologica, andamento della popolazione e presenza di ausiliari.
- Gestire i cereali volontari quando agronomicamente possibile, tenendo conto di erosione, copertura del suolo e vincoli ambientali.
- Fare riferimento alle soglie e ai bollettini regionali di difesa integrata; in alcune linee guida italiane per il frumento viene indicata, a fine fioritura, una soglia basata sull’80% dei culmi infestati, da interpretare insieme alla presenza di limitatori naturali.
Curiosità
- Nel frumento la specie può concentrarsi sulle spighe, mentre su orzo e avena è frequente anche su foglie e culmi.
- La melata può imbrattare la vegetazione e favorire fumaggini, ma il danno economico dipende soprattutto da densità, fase fenologica e durata dell’infestazione.
- È un importante vettore di virus associati al nanismo giallo dell’orzo; la trasmissione dipende dall’acquisizione del virus, dalla capacità vettoriale e dalla suscettibilità della pianta.
- Le mummie di afidi parassitizzati e la presenza di coccinellidi, crisope e larve di sirfidi sono segnali utili per valutare la capacità di contenimento naturale.
Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità specifiche, verificando sempre l’etichetta vigente, le colture autorizzate, le dosi, i tempi di carenza, il numero massimo di interventi e le prescrizioni per la tutela degli organismi utili. Non applicare trattamenti insetticidi di routine senza aver verificato infestazione, soglia e presenza di limitatori naturali.