
Arricciamento giallo fogliare del pomodoro
Begomovirus coheniBreve descrizione di Arricciamento giallo fogliare del pomodoro
L’arricciamento giallo fogliare del pomodoro è una virosi sistemica causata da Begomovirus coheni, trasmessa principalmente dalla mosca bianca Bemisia tabaci. Le piante infette presentano nanismo, foglie giovani piccole, spesse e fortemente incurvate verso l’alto, ingiallimento e scarso allegagione. I sintomi possono sovrapporsi ad altre virosi, danni da erbicidi, acari e stress ambientali: la conferma di laboratorio è spesso opportuna.
Condizioni tipiche
Panoramica
È una malattia virale sistemica del pomodoro. Il virus altera soprattutto i tessuti giovani, causando internodi raccorciati, crescita compatta e foglie piccole, spesse, accartocciate e spesso ingiallite. Le piante infettate poco dopo il trapianto possono rimanere gravemente nanizzate e produrre pochi o nessun frutto commerciabile; le infezioni tardive possono essere meno dannose.
La diagnosi visiva è indicativa ma non definitiva. Sintomi simili possono derivare da altre virosi del pomodoro, deriva di erbicidi, acari, caldo, siccità, problemi radicali o squilibri nutrizionali. Quando la decisione comporta l’estirpazione della coltura, lo spostamento di piantine o implicazioni fitosanitarie, è consigliabile una conferma mediante laboratorio diagnostico e test molecolare validato.
Sintomi e riconoscimento
- Foglie giovani piccole, ispessite, accartocciate e incurvate verso l’alto.
- Ingiallimento dei margini e degli spazi tra le nervature, talvolta con screziature e imbarcamento.
- Internodi raccorciati, portamento eretto, crescita cespitosa e forte nanismo, talvolta con aspetto “bonsai”.
- Aborto o caduta dei fiori, allegagione ridotta o assente e sviluppo scarso dei frutti.
- Le mosche bianche possono essere presenti sulla pagina inferiore delle foglie, ma la loro presenza da sola non dimostra l’infezione.
Cause e diffusione
L’agente causale è Begomovirus coheni, precedentemente indicato come Tomato yellow leaf curl virus. La trasmissione a breve distanza avviene soprattutto tramite Bemisia tabaci, che acquisisce il virus durante l’alimentazione su piante infette e lo trasferisce a piante sane.
Le introduzioni a lunga distanza sono spesso associate a piantine infette o a piante ospiti infestate. Pomodori spontanei, residui colturali e infestanti suscettibili possono mantenere il virus e il vettore. Il virus non si diffonde normalmente per semplice contatto tra persone; tuttavia, le buone pratiche igieniche e la gestione dei residui riducono il rischio complessivo.
Ciclo vitale e persistenza
Il virus persiste nelle piante infette e circola tra le piante attraverso Bemisia tabaci. Una mosca bianca acquisisce il virus durante l’alimentazione su un pomodoro infetto e può inocularlo in piante sane durante successive punture. I sintomi compaiono spesso dopo circa 2–3 settimane, ma il periodo varia secondo età della pianta, cultivar, isolato virale e temperatura.
In condizioni calde la mosca bianca aumenta rapidamente. Le uova vengono deposte sulla pagina inferiore delle foglie; seguono uno stadio mobile iniziale e più stadi giovanili prevalentemente sedentari, fino all’adulto. Le infezioni nelle prime settimane dopo il trapianto sono generalmente le più penalizzanti.
Trattamento e difesa
Non esiste una cura capace di eliminare Begomovirus coheni da una pianta di pomodoro già infetta. Estirpare le piante fortemente colpite e allontanarle con modalità che impediscano la fuga delle mosche bianche può ridurre la fonte d’inoculo per le piante vicine. Se pochi sintomi compaiono a fine ciclo e i frutti sono già in sviluppo, la decisione può basarsi sul valore della coltura, sulla pressione del vettore e sul rischio di diffusione.
Il controllo degli adulti di Bemisia tabaci può limitare nuove infezioni ma non risana le piante già infette. Usare monitoraggio, esclusione fisica, controllo biologico e rimozione delle fonti d’inoculo come componenti principali della difesa integrata. In presenza di sintomi dubbi, confermare la diagnosi prima di eliminare materiale di propagazione o adottare misure estese.
Difesa delicata e biologica
Integrare prevenzione e controllo biologico della mosca bianca, soprattutto in serra. Monitorare adulti e forme giovanili con trappole cromotropiche gialle, controlli regolari della pagina inferiore delle foglie e osservazioni ravvicinate sulle giovani piante. Dove tecnicamente possibile, favorire o introdurre organismi utili autorizzati e compatibili con la coltura, come parassitoidi e predatori della mosca bianca, seguendo le indicazioni del fornitore e del tecnico.
Usare reti antinsetto nelle aree di propagazione e sulle aperture delle serre, eliminare prontamente le piante fortemente sintomatiche imbustandole prima dell’estirpazione e non compostarle. Evitare trattamenti ad ampio spettro non necessari, che possono ridurre i nemici naturali e favorire squilibri delle popolazioni di aleirodidi.
Prevenzione
- Acquistare piantine certificate o provenienti da fornitori affidabili e controllare foglie, apici e pagina inferiore per adulti, uova e neanidi di mosca bianca.
- Preferire, quando disponibili e adatte all’area di coltivazione, cultivar di pomodoro dichiarate resistenti o tolleranti al TYLCV; la protezione può non essere completa.
- Utilizzare reti antinsetto e ambienti di propagazione schermati, soprattutto nelle fasi iniziali più vulnerabili.
- Ispezionare regolarmente bordi della coltura, giovani trapianti e piante vicine alle aperture delle serre.
- Rimuovere rapidamente le piante fortemente sintomatiche, chiudendole in sacchi prima dell’allontanamento; non compostare il materiale infetto.
- Eliminare dopo la raccolta residui, ricacci e pomodori spontanei; controllare le infestanti ospiti senza lasciare vegetazione continua tra una coltura e l’altra.
- Non trasferire piantine sospette tra serre, orti o aziende. Evitare coltivazioni sovrapposte di pomodoro quando la pressione del vettore è elevata.
- Valutare pacciamature riflettenti e una gestione integrata della mosca bianca, adattata alle condizioni della coltura italiana, in particolare nelle aree calde e nelle serre del Centro-Sud.
Curiosità
- Il nome TYLCV è stato usato in passato in modo ampio per diversi begomovirus che causano sintomi simili; Begomovirus coheni indica una specifica specie virale.
- Il pomodoro è l’ospite principale per importanza agronomica, mentre altri ospiti possono contribuire alla sopravvivenza locale del virus o del vettore.
- Il peperone può risultare infetto in alcuni contesti, ma il suo ruolo epidemiologico può essere limitato e dipende dall’isolato e dall’ospite.
- La mosca bianca può trasmettere il virus per gran parte della propria vita dopo averlo acquisito.
- La resistenza varietale non è necessariamente completa contro tutti gli isolati o contro tutti i virus associati alla sindrome dell’arricciamento giallo.
Non esiste un trattamento chimico curativo della pianta infetta. Contro Bemisia tabaci utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità specifiche, rispettando sempre l’etichetta aggiornata, le dosi, i tempi di carenza, il numero massimo di applicazioni e le prescrizioni per la protezione degli impollinatori. Evitare programmi insetticidi automatici: la gestione deve basarsi su monitoraggio e difesa integrata.