
Tignola delle crucifere
Plutella xylostellaBreve descrizione di Tignola delle crucifere
La tignola delle crucifere, Plutella xylostella, è un piccolo lepidottero dannoso soprattutto allo stadio larvale. Le giovani larve raschiano la superficie delle foglie lasciando caratteristiche aree traslucide, mentre quelle più mature producono fori irregolari su cavoli, broccoli, cavolfiori, rape e altre Brassicaceae. In Italia può sviluppare più generazioni durante la stagione favorevole e selezionare rapidamente popolazioni resistenti agli insetticidi.
Condizioni tipiche
Panoramica
La tignola delle crucifere è un piccolo lepidottero cosmopolita associato soprattutto alle piante della famiglia Brassicaceae. L’adulto è una falena esile, grigio-brunastra, lunga circa 10–12 mm ad ali ripiegate; il disegno chiaro sul dorso può formare una serie di rombi quando è a riposo.
Il danno economico è prodotto dalle larve, non dagli adulti. Le larve sono piccole, affusolate, generalmente verde chiaro o grigiastre, e quando vengono disturbate possono contorcersi o calarsi rapidamente su un filo sericeo. Sono difficili da individuare perché si nascondono sulla pagina inferiore delle foglie, nelle pieghe e tra le brattee delle infiorescenze.
La diagnosi deve distinguere questo insetto da cavolaie, nottue e altri defogliatori delle crucifere: la presenza di caratteristiche “finestre” traslucide e di larve molto mobili, spesso associate a fori piccoli e irregolari, è particolarmente indicativa.
Sintomi e riconoscimento
- Piccole aree traslucide o cartacee (“finestre”) dove le larve giovani raschiano i tessuti fogliari.
- Fori irregolari che possono confluire fino a lasciare lembi sfrangiati o foglie parzialmente scheletrite.
- Danni più frequenti sulla pagina inferiore, lungo le nervature, nei germogli e nelle foglie ripiegate.
- Presenza di escrementi fini tra le foglie o nelle teste di broccoli e cavolfiori.
- Su piantine giovani: rallentamento della crescita, deformazione del fogliame e, in caso di forti infestazioni, perdita di vigore o morte.
- Su colture da mercato: imbrattamento e lesioni delle infiorescenze, con riduzione della qualità commerciale.
Cause e diffusione
Gli adulti possono arrivare da altre colture di Brassicaceae, dagli orti vicini, dai residui colturali e da infestanti come senapi selvatiche e altre crucifere. Le femmine depongono le uova prevalentemente sulla pagina inferiore delle foglie.
Semine o trapianti scalari affiancati mantengono continuamente disponibile tessuto giovane e consentono la sovrapposizione delle generazioni. La dispersione degli adulti, favorita anche dal vento, facilita la colonizzazione di nuove colture.
La pressione aumenta quando i residui infestati rimangono in campo, quando le infestanti crucifere non vengono gestite e quando i nemici naturali vengono ridotti da trattamenti ripetuti. L’uso frequente della stessa sostanza attiva o dello stesso gruppo IRAC seleziona rapidamente popolazioni meno sensibili.
Ciclo vitale e persistenza
Il ciclo comprende uovo, quattro stadi larvali, pupa e adulto. Le femmine depongono uova molto piccole singolarmente o in piccoli gruppi, spesso sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve appena nate possono raschiare l’epidermide o alimentarsi in modo molto superficiale; successivamente producono fori più evidenti.
Con temperature favorevoli lo sviluppo larvale può completarsi in circa 10–14 giorni. La larva matura costruisce un bozzolo sericeo lasso sulla foglia o sul fusto e vi si impupa. L’adulto emerge, si accoppia e depone nuove uova; in condizioni calde una generazione può compiersi in circa 25–30 giorni.
In Italia l’attività può iniziare in primavera e proseguire durante estate e autunno, con più generazioni nelle aree a clima mite e nei periodi prolungati di coltivazione. Le popolazioni possono inoltre essere alimentate dagli spostamenti degli adulti tra appezzamenti, orti, residui e crucifere spontanee.
Trattamento e difesa
Prima di intervenire verificare che il danno non sia causato da cavolaia, nottue o altri defogliatori. Cercare larve piccole sulla pagina inferiore: le “finestre” traslucide associate a larve affusolate e molto mobili sono un segnale utile.
In piccoli impianti si possono raccogliere le larve, eliminare le foglie più danneggiate e usare un getto d’acqua deciso per staccare gli individui esposti. Queste misure riducono la popolazione ma non impediscono nuovi arrivi.
Se il monitoraggio mostra un danno in aumento o una densità economicamente significativa, indirizzare ogni intervento alle larve giovani, che sono generalmente più vulnerabili. Assicurare una copertura completa, soprattutto sulla pagina inferiore e nelle foglie ripiegate. Alternare i meccanismi d’azione tra generazioni, non aumentare le dosi oltre l’etichetta e verificare l’efficacia dopo il trattamento.
Su broccoli e cavolfiori controllare con attenzione le infiorescenze prima della raccolta. Rispettare sempre il tempo di carenza e tutte le prescrizioni dell’etichetta italiana vigente.
Difesa delicata e biologica
Negli orti piccoli, controllare almeno una o due volte alla settimana la pagina inferiore delle foglie, i germogli e le infiorescenze. Raccogliere manualmente le larve e rimuovere le foglie fortemente infestate, evitando di lasciare materiale infestato vicino alla coltura.
Installare reti antinsetto o tessuto non tessuto a maglia sufficientemente fine subito dopo la semina o il trapianto, mantenendoli sollevati dalla vegetazione e fissati ai bordi. Le coperture sono più efficaci prima della fioritura e finché non ostacolano le operazioni colturali o l’impollinazione.
Nei sistemi biologici e a basso impatto, eventuali formulati a base di Bacillus thuringiensis possono essere considerati solo se autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità indicate in etichetta. Devono essere applicati contro larve giovani, con bagnatura accurata della vegetazione e nel rispetto delle condizioni d’uso autorizzate. Proteggere i parassitoidi e altri ausiliari evitando trattamenti non necessari e sostanze ad ampio spettro.
Prevenzione
- Ispezionare le piantine acquistate prima del trapianto e non introdurre materiale con larve, uova o danni attivi.
- Usare reti antinsetto fin dall’emergenza o dal trapianto, controllando regolarmente che non vi siano aperture e che gli adulti non siano rimasti sotto la copertura.
- Rimuovere e gestire rapidamente i residui delle Brassicaceae dopo la raccolta; non lasciarli come fonte di alimento per generazioni successive.
- Controllare le crucifere spontanee nelle immediate vicinanze, evitando però interventi che distruggano inutilmente habitat e risorse per gli ausiliari.
- Quando possibile, evitare la sovrapposizione di colture di cavoli, broccoli, cavolfiori, rape e ravanelli e applicare una rotazione con famiglie botaniche diverse.
- Monitorare almeno settimanalmente, aumentando la frequenza nei periodi caldi o alla comparsa degli adulti; registrare larve giovani, danno fresco e presenza di parassitoidi.
- Conservare fioriture utili e vegetazione rifugio per gli insetti benefici, senza collocarle a contatto con le parti raccolte o con colture soggette a contaminazione.
Curiosità
- La specie è nota per la notevole capacità di sviluppare resistenza a numerosi gruppi di insetticidi; per questo la ripetizione dello stesso prodotto può perdere rapidamente efficacia.
- Quando viene disturbata, la larva può lasciarsi cadere dalla foglia su un filo sericeo, comportamento utile per distinguerla durante il controllo in campo.
- Il suo intervallo di ospiti è principalmente legato alle Brassicaceae contenenti glucosinolati, comprese numerose colture e crucifere spontanee.
- Le larve giovani possono essere più difficili da vedere delle larve mature perché restano aderenti alla superficie fogliare e producono danni inizialmente poco appariscenti.
In Italia utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati per la specifica coltura e avversità, verificando l’etichetta vigente nella banca dati ufficiale del Ministero della Salute o del MASAF. Rispettare dosi, intervalli, numero massimo di applicazioni, tempi di carenza, dispositivi di protezione e prescrizioni per la tutela degli insetti utili. Non ripetere lo stesso meccanismo d’azione tra generazioni e non trattare in assenza di monitoraggio o necessità agronomica.
Piante colpite
Le piante seguenti sono collegate a questo problema sulla base dei dati strutturati relativi alle piante ospiti. L’elenco si aggiorna automaticamente quando viene creata una nuova scheda della pianta.
