Fusariosi del piede e della spiga dei cereali
Malattia

Fusariosi del piede e della spiga dei cereali

Fusarium culmorum (Wm. G. Sm.) Sacc.
In breve

Breve descrizione di Fusariosi del piede e della spiga dei cereali

Fusarium culmorum è un fungo del suolo e dei residui colturali che colpisce soprattutto frumento e altri cereali a paglia. Può provocare marciume delle radici, del colletto e del piede, fallanze e spighe bianche premature, oltre a contribuire alla fusariosi della spiga. I sintomi si sovrappongono a quelli di altre specie di Fusarium e la conferma di laboratorio è spesso necessaria.

Identificazione rapida

Condizioni tipiche

Parti della pianta colpiteSeme, plantule, radici, internodo subcoronale, corona, base del culmo, guaine fogliari, spighe e cariossidi.
Condizioni favorevoliResidui e terreno contaminati, successioni ravvicinate di cereali, semente infetta, ferite o stress della pianta e successiva siccità per il mal del piede; piogge, bagnatura della spiga, elevata umidità e temperature miti-calde durante spigatura e fioritura per la fusariosi della spiga.
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Panoramica

Fusarium culmorum è un fungo filamentoso del suolo e dei residui colturali. Infetta soprattutto radici, coleoptile, internodo subcoronale, corona, base del culmo e, in condizioni favorevoli, le spighe in fioritura.

Nel frumento può causare il mal del piede, marciume radicale e della corona, fallanze e spighe bianche premature. Può inoltre partecipare al complesso della fusariosi della spiga, insieme ad altre specie di Fusarium e a Microdochium. In Italia la composizione del complesso patogeno cambia tra areali: la presenza di F. culmorum è documentata, ma non tutti i casi di fusariosi sono attribuibili a questa sola specie.

La distinzione da altri marciumi basali, dal mal del piede da altri patogeni, da lesioni da insetti e dai danni da siccità richiede, nei casi importanti, l’esame di campioni rappresentativi in laboratorio.

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Sintomi e riconoscimento

I sintomi dipendono dall’organo colpito e dallo stadio di sviluppo:

  • seme infetto, germinazione irregolare, fallanze, damping-off e plantule deboli;
  • imbrunimento da bruno chiaro a bruno cioccolato di radici, coleoptile, internodo subcoronale, corona e base del culmo;
  • imbrunimento interno visibile sezionando longitudinalmente la base del fusto;
  • accestimento ridotto, aborto dei culmi, nanismo e disseccamento anticipato di singoli culmi;
  • spighe o porzioni di spiga sbiancate prematuramente, con cariossidi striminzite e scarso riempimento;
  • in condizioni caldo-umide, possibile crescita miceliare o sporulazione bianco-rosata, rosa-aranciata o rossastra sui tessuti colpiti;
  • durante la fusariosi della spiga, singole spighette o intere parti della spiga possono scolorire e disseccare.

Le spighe bianche e gli imbrunimenti basali non sono diagnostici da soli: possono comparire anche con altri Fusarium, Microdochium, Bipolaris, mal del piede da altri agenti, insetti o stress idrico.

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Cause e diffusione

L’inoculo si conserva in terreno, semente e residui di frumento, orzo, avena, segale e altre graminacee. La diffusione avviene attraverso semente infetta, terreno aderente a macchine e attrezzi, residui, acque di ruscellamento, volontari e graminacee infestanti.

Per le infezioni della spiga, le spore provenienti dai residui o da piante infette possono raggiungere le spighette con pioggia, schizzi e correnti d’aria. Le successioni frequenti di cereali e la scarsa gestione dei residui aumentano il potenziale di inoculo. La siccità successiva all’infezione favorisce l’espressione del mal del piede, mentre piogge e umidità durante la fioritura favoriscono la fusariosi della spiga.

La granella proveniente da partite con fusariosi deve essere valutata secondo i controlli di qualità e sicurezza per alimenti e mangimi applicabili in Italia, senza destinazioni d’uso basate sul solo aspetto esterno.

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Ciclo vitale e persistenza

Il fungo sopravvive tra una coltura e l’altra come micelio e spore nel terreno, nella semente e nei residui di cereali e graminacee. L’infezione può iniziare durante la germinazione o nelle prime fasi di sviluppo, quando il patogeno colonizza radici, coleoptile e tessuti della corona.

La malattia basale può rimanere poco evidente fino a quando la pianta è sottoposta a siccità, caldo o altro stress idrico: in quel momento l’imbrunimento del piede, il disseccamento dei culmi e le spighe bianche diventano più evidenti.

Nei residui il fungo produce inoculo che può essere trasferito con pioggia, terreno, attrezzature e movimentazione dei residui. In prossimità della fioritura, l’inoculo può raggiungere le spighe attraverso pioggia, correnti d’aria e schizzi; la bagnatura prolungata delle spighette favorisce l’infezione. Il peso relativo delle infezioni basali e della fusariosi della spiga varia secondo coltura, residui, stadio fenologico, clima e ceppo.

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Trattamento e difesa

Non esiste una cura post-infezione capace di risanare i culmi già colonizzati. Nei campi con sintomi, estrarre alcune piante, lavare delicatamente le radici, sezionare corona e base del culmo e inviare tessuti rappresentativi a un laboratorio fitopatologico. Il campione dovrebbe includere piante sintomatiche di diversa intensità e, se possibile, anche spighe colpite.

La concia della semente può ridurre la trasmissione per seme e proteggere le plantule, ma la sua efficacia dipende dal prodotto, dalla specie di Fusarium, dal livello di contaminazione e dalle condizioni di semina. Per la fusariosi della spiga, eventuali trattamenti fungicidi hanno funzione preventiva o di contenimento e devono essere valutati in base al rischio locale e alla fase di fioritura.

In Italia impiegare soltanto formulati autorizzati per la coltura e l’avversità riportata in etichetta vigente. Il trattamento non sostituisce rotazione, gestione dei residui, semente sana e monitoraggio; inoltre non garantisce l’assenza di micotossine nella granella.

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Difesa delicata e biologica

In agricoltura biologica la gestione deve essere soprattutto preventiva e agronomica:

  • usare semente certificata, sana e idonea alla semina, chiedendo analisi quando sono presenti fallanze o sospetta trasmissione per seme;
  • alternare i cereali con colture non ospiti, preferibilmente dicotiledoni, evitando successioni strette frumento-frumento o cereale-cereale nei campi problematici;
  • gestire volontari di cereali e graminacee infestanti che possono mantenere l’inoculo;
  • favorire una rapida degradazione dei residui, valutando lavorazioni e interramento compatibili con suolo, erosione e normativa aziendale;
  • scegliere varietà con migliore tolleranza locale, ricordando che la resistenza è in genere parziale;
  • evitare eccessi di azoto, densità di semina non necessarie e condizioni che aumentino allettamento e umidità della coltura;
  • valutare, dove disponibili e autorizzati per l’uso previsto, prodotti microbiologici per la concia o la protezione del seme, senza considerarli una garanzia di controllo.
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Prevenzione

Integrare più misure, perché nessuna pratica singola elimina il patogeno:

  • adottare semente certificata e di elevata qualità sanitaria; in caso di rischio, richiedere analisi della partita;
  • ruotare il frumento e gli altri cereali con colture non ospiti, riducendo le successioni strette e considerando il ruolo dei residui di mais e sorgo;
  • scegliere cultivar con tolleranza o resistenza utile nell’areale italiano; la protezione genetica è normalmente parziale;
  • controllare volontari di cereali e graminacee infestanti;
  • gestire correttamente paglie e residui, evitando di lasciare grandi quantità di residui infetti a diretto contatto con la coltura successiva;
  • mantenere nutrizione equilibrata, densità e data di semina adeguate all’areale, evitando eccessi di azoto e stress idrici evitabili;
  • monitorare la coltura dalla levata alla fioritura, osservando base dei culmi, presenza di spighe bianche e condizioni di bagnatura della spiga;
  • se la fusariosi della spiga è ricorrente, programmare il monitoraggio del rischio meteorologico attorno alla fioritura e verificare la qualità della granella raccolta.
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Curiosità

  • Fusarium culmorum può essere coinvolto sia nel mal del piede sia nella fusariosi della spiga, ma queste sindromi sono generalmente complessi di più patogeni.
  • Le spighe bianche premature spesso diventano più visibili dopo un periodo di siccità, anche se l’infezione alla base è iniziata prima.
  • La fusariosi della spiga può ridurre resa e qualità e può essere associata a micotossine; la presenza e il livello delle tossine dipendono da specie, ceppo, ospite e condizioni ambientali.
  • Una diagnosi molecolare o colturale è più affidabile dell’osservazione dei sintomi per distinguere F. culmorum dalle specie affini.
  • Nel contesto italiano la composizione delle popolazioni di Fusarium varia tra areali e anni, perciò una strategia valida in una zona non è automaticamente trasferibile a un’altra.
Importante nota sulla protezione delle piante

Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità specifica, verificando l’etichetta vigente e rispettando dosi, epoche, intervalli di sicurezza, numero massimo di applicazioni e prescrizioni locali. La scelta del prodotto deve considerare anche il rischio di resistenza e non sostituisce le misure agronomiche preventive.