
Bombice dispari
Lymantria dispar disparBreve descrizione di Bombice dispari
Il bombice dispari, Lymantria dispar dispar, è un lepidottero defogliatore polifago diffuso in Italia, soprattutto associato a boschi e alberature di latifoglie. Le larve consumano le foglie in primavera e all’inizio dell’estate; nelle infestazioni intense possono provocare defogliazioni estese. La diagnosi richiede l’osservazione del bruco e delle caratteristiche ovature pelose.
Condizioni tipiche
Panoramica
Le larve del bombice dispari rosicchiano le foglie, inizialmente creando piccoli fori e successivamente consumando gran parte della lamina. I bruchi giovani possono disperdersi trasportati dal vento su fili sericei, mentre quelli più grandi si alimentano soprattutto durante le ore serali e notturne e si rifugiano di giorno nelle fessure della corteccia o in altri ripari.
Le infestazioni possono comparire a chiazze o interessare intere porzioni di chioma. Un albero adulto e vigoroso spesso emette una seconda vegetazione, ma la defogliazione ripetuta, la siccità, i terreni poveri o altri stress possono favorire disseccamenti di rami e deperimento. La sola defogliazione non è sufficiente per una diagnosi: ifantria, limantrie affini, tentredini e altri defogliatori possono produrre danni simili.
Sintomi e riconoscimento
- Fori irregolari, margini rosicchiati e foglie scheletrizzate.
- Defogliazione parziale o quasi completa di alberi e arbusti, spesso tra maggio e luglio secondo quota e andamento stagionale.
- Bruchi pelosi, grigiastri o bruno-giallastri, con cinque paia di macchie blu seguite da sei paia di macchie rosse sul dorso negli stadi più avanzati.
- Ovature ovoidali, giallo-beige o bruno-chiaro, ricoperte da peli addominali della femmina e fissate alla corteccia o a superfici protette.
- Frass che cade dalla chioma, presenza di larve sul tronco e aspetto spoglio della pianta durante le pullulazioni.
Non confondere il bombice dispari con le processionarie: le loro larve, comportamento gregario e rischio sanitario sono diversi.
Cause e diffusione
Il danno è provocato esclusivamente dall’alimentazione delle larve e non da un agente patogeno. La diffusione locale deriva dalla deposizione di ovature e dalla dispersione dei neonati su fili sericei trasportati dal vento.
La diffusione a maggiore distanza è favorita dal trasporto involontario di ovature su legna da ardere, piante, veicoli, rimorchi, mobili da esterno, barbecue, giochi, attrezzi e altri oggetti lasciati all’aperto. Ogni massa può contenere molte centinaia di uova. Le popolazioni variano fortemente tra anni e località.
Ciclo vitale e persistenza
Le uova vengono deposte in estate in masse ricoperte da peli e superano l’inverno sulla corteccia, su branche, legna, rocce e manufatti. La schiusa avviene generalmente in primavera, da aprile a maggio, in relazione alla temperatura e al germogliamento delle piante.
Le larve giovani si disperdono con fili sericei e iniziano a nutrirsi delle foglie; gli stadi più maturi sono molto voraci e completano lo sviluppo in circa cinque-sette settimane. La pupazione avviene in giugno o luglio, in fessure della corteccia, tra foglie ripiegate o in altri siti riparati. Gli adulti emergono in estate: i maschi sono alati e volatori, mentre le femmine della sottospecie dispar sono poco o non volatrici. Si compie normalmente una sola generazione all’anno.
Trattamento e difesa
Su una o poche piante, controllare regolarmente tronco e chioma dall’inizio della primavera. Raccogliere manualmente le larve accessibili e rimuovere le ovature; su alberi adulti possono essere utilizzate fasce-rifugio sul tronco, da ispezionare frequentemente e da gestire in sicurezza.
Se la chioma è ampia o la defogliazione è intensa, chiedere una valutazione a un tecnico o arboricoltore qualificato. Gli interventi contro le larve devono essere tempestivi e mirati, preferibilmente nei primi stadi. I trattamenti chimici o microbiologici sono giustificati solo dopo il monitoraggio e devono impiegare prodotti autorizzati in Italia per lo specifico uso, applicati secondo etichetta.
Dopo la defogliazione, evitare potature drastiche e concimazioni azotate non necessarie. Irrigare durante periodi di siccità, controllare la ricomparsa di nuove foglie e monitorare l’anno successivo; gli alberi sani spesso recuperano, mentre quelli stressati possono richiedere una valutazione fitosanitaria.
Difesa delicata e biologica
Per piccoli alberi e infestazioni localizzate, rimuovere manualmente le ovature in autunno e inverno, raschiandole con cautela in un contenitore chiuso o in acqua saponata; non lasciarle semplicemente alla base della pianta. Durante la presenza delle larve, raccoglierle indossando guanti, maniche lunghe e protezione degli occhi, quindi eliminarle in modo sicuro.
Contro le larve giovani può essere valutato un prodotto microbiologico a base di Bacillus thuringiensis subsp. kurstaki, soltanto se autorizzato in Italia per la coltura e l’impiego previsto. Il trattamento è più efficace sulle larve piccole e deve rispettare rigorosamente l’etichetta, evitando la deriva e proteggendo le aree frequentate da organismi non bersaglio.
Conservare siepi, alberature e margini forestali diversificati favorisce uccelli, predatori e parassitoidi. Evitare trattamenti larghi e non selettivi che possono ridurre questi antagonisti naturali.
Prevenzione
- Ispezionare in inverno tronchi, branche basse, legna da ardere, vasi, arredi, rimorchi e attrezzature prima di spostarli.
- Rimuovere e distruggere correttamente le ovature accessibili; usare guanti e protezione degli occhi per evitare irritazioni da peli e residui.
- Non trasportare legna da ardere a lunga distanza; acquistare legna locale e rispettare eventuali disposizioni fitosanitarie regionali.
- Monitorare le chiome in primavera e intervenire quando le larve sono giovani, prima della defogliazione estesa.
- Mantenere gli alberi vigorosi con irrigazioni profonde durante la siccità, pacciamatura senza contatto con il tronco e protezione delle radici.
- Preservare siepi, cavità, bordure e altri habitat utili ai nemici naturali; evitare insetticidi ad ampio spettro non necessari.
Curiosità
- La specie è chiamata in italiano soprattutto bombice dispari, limantria o bombice disparato.
- Il nome specifico dispar richiama il marcato dimorfismo sessuale: il maschio è scuro e alato, la femmina è molto più chiara e con capacità di volo limitata.
- Le larve sono polifaghe, ma querce e altre latifoglie rappresentano spesso gli ospiti più importanti nelle pullulazioni forestali.
- Le ovature possono sopravvivere all’inverno su oggetti non vegetali e facilitare la diffusione locale attraverso il trasporto di legna, arredi o attrezzature.
- Gli alberi sani possono ricacciare dopo una defogliazione completa; la ripetizione del danno e la siccità aumentano il rischio di deperimento.
Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la specifica coltura, avversità e modalità d’impiego; seguire sempre l’etichetta vigente, i tempi di rientro e di carenza. Non applicare trattamenti in fioritura o in presenza di api e altri impollinatori se l’etichetta lo vieta. Per alberi ornamentali, forestali o di grandi dimensioni, rivolgersi a un tecnico abilitato.