
Altica nera delle crucifere (Phyllotreta atra)
Phyllotreta atra (Fabricius, 1775)Breve descrizione di Altica nera delle crucifere (Phyllotreta atra)
L’altica nera delle crucifere, Phyllotreta atra, è un piccolo coleottero nero lucente che perfora soprattutto cotiledoni e foglie giovani di Brassicaceae. Le piantine di cavoli, rape, ravanelli e senapi possono perdere vigore o fallire nell’attecchimento. I fori non bastano però a confermare la specie: altre altiche del genere Phyllotreta causano lesioni quasi identiche.
Condizioni tipiche
Panoramica
Gli adulti sono coleotteri molto piccoli, generalmente lunghi circa 1,8–2,4 mm, di colore nero lucente e capaci di saltare rapidamente quando la foglia viene disturbata. L’associazione documentata più importante riguarda le Brassicaceae, comprese specie orticole e piante spontanee della famiglia.
Il nome comune può essere usato in modo non uniforme e può confondersi con altre altiche delle crucifere. La diagnosi affidabile richiede, quando necessario, l’esame morfologico dell’insetto o l’aiuto di un servizio entomologico; la sola presenza di fori “a pallini” non dimostra che si tratti di P. atra.
Sintomi e riconoscimento
Il danno tipico consiste in numerosi fori piccoli, rotondi o leggermente irregolari, che attraversano la lamina fogliare e conferiscono un aspetto “a rosura” o “a colpi di pallini”. L’attacco si concentra spesso su cotiledoni e prime foglie vere.
- Fori puntiformi su cavoli, rape, ravanelli, broccoli, cavolfiori, cavoli ricci e senapi.
- Margini sfrangiati o foglie quasi scheletrite in caso di forte alimentazione.
- Appassimento, crescita stentata o fallanze nelle piantine appena emerse.
- Piccoli coleotteri neri che saltano via rapidamente nelle giornate calde e soleggiate.
Le piante adulte e vigorose tollerano generalmente meglio una parte della defogliazione. L’eventuale alimentazione larvale sulle radici è poco evidente in superficie e non consente, da sola, una diagnosi sicura.
Cause e diffusione
Il danno è prodotto soprattutto dagli adulti, che si spostano dai siti di svernamento, dalle crucifere spontanee, dalle piante volontarie e dai residui verso le nuove colture. Le femmine depongono le uova nel terreno vicino alle piante ospiti e le larve completano lo sviluppo nell’area radicale.
Il rischio aumenta quando le piantine emergono in condizioni calde e asciutte prima di aver sviluppato una chioma robusta. La presenza di più specie di altica nello stesso appezzamento è comune; pertanto i fori fogliari indicano il gruppo di parassiti, ma non identificano automaticamente P. atra.
Ciclo vitale e persistenza
Gli adulti svernano in ripari vegetali, lettiera, margini erbosi o residui colturali e diventano attivi con il rialzo delle temperature, spesso in coincidenza con l’emergenza delle Brassicaceae primaverili.
Dopo l’alimentazione e l’accoppiamento, le femmine depongono le uova nel terreno vicino alle piante ospiti. Le larve si sviluppano sotto la superficie e si alimentano sulle radichette o sulle radici secondarie; in seguito impupano nel terreno. I nuovi adulti compaiono più avanti nella stagione, si alimentano sulle foglie e cercano poi siti protetti per lo svernamento.
La durata del ciclo varia con temperatura, latitudine, disponibilità di ospiti e specie di altica presenti. Per questo il calendario locale va verificato con osservazioni dirette.
Trattamento e difesa
Intervenire innanzitutto sulla fase più vulnerabile: piantine appena emerse o trapianti ancora piccoli. Confermare la presenza di adulti saltatori osservando le piante nelle ore calde e controllando la pagina inferiore delle foglie.
- Su superfici ridotte, raccogliere gli adulti scuotendo delicatamente la vegetazione sopra un telo chiaro oppure usare un aspiratore maneggiato con attenzione.
- Installare immediatamente una copertura fisica se la coltura non è ancora in fioritura e se l’impollinazione non richiede accesso degli insetti.
- Ripristinare irrigazione e condizioni di crescita favorevoli per accelerare il superamento della fase sensibile.
- Valutare un trattamento solo se il danno progredisce rapidamente sulle giovani piante e dopo avere verificato l’identificazione e le autorizzazioni vigenti in Italia.
Su piante adulte con danni limitati, il trattamento può apportare meno beneficio rispetto alla protezione delle nuove emergenze. Non usare soglie o calendari presi da altre specie senza adattarli alla coltura e alle condizioni locali.
Difesa delicata e biologica
Per piccoli orti e coltivazioni biologiche la priorità è impedire l’arrivo degli adulti sulle piantine:
- stendere una rete antinsetto o un tessuto non tessuto subito dopo la semina o il trapianto, fissando bene i bordi;
- mantenere irrigazione regolare e crescita uniforme, evitando che le giovani piante subiscano stress idrico;
- controllare spesso entrambe le pagine fogliari durante le giornate calde e rimuovere manualmente gli adulti o aspirarli con cautela;
- eliminare crucifere infestanti, piante volontarie e residui che possono mantenere l’insetto vicino alla coltura;
- favorire siepi, margini e diversità vegetale senza lasciare accumuli di residui immediatamente a contatto con le aiuole.
I preparati consentiti in agricoltura biologica non sono automaticamente efficaci o autorizzati contro questa specie: ogni eventuale uso deve rispettare l’etichetta italiana aggiornata e le condizioni d’impiego.
Prevenzione
Proteggere le colture sensibili fin dall’emergenza con coperture antinsetto ben sigillate, soprattutto durante la fase di cotiledoni e prime foglie vere. Dove possibile, utilizzare piantine sane e vigorose anziché semine molto tardive o deboli.
- Eliminare prima dell’attività primaverile le crucifere infestanti e le piante volontarie ai margini dell’orto.
- Rimuovere o incorporare tempestivamente i residui dopo la raccolta, senza presumere che la sola lavorazione del letto elimini tutti gli adulti svernanti.
- Mantenere umidità regolare del terreno e nutrizione equilibrata; evitare eccessi di azoto che producono tessuti teneri senza risolvere la pressione del parassita.
- Ispezionare le piantine più volte alla settimana e annotare presenza degli adulti, crescita dei fori e percentuale di superficie fogliare danneggiata.
- Alternare le aiuole delle Brassicaceae e non collocare nuove semine accanto a residui o infestanti fortemente colonizzati.
Curiosità
- Phyllotreta atra appartiene alla famiglia Chrysomelidae, la stessa dei coleotteri crisomelidi comunemente chiamati altiche.
- Il salto rapido è prodotto dalle zampe posteriori adattate, caratteristica che rende difficile la raccolta manuale degli adulti.
- Le altiche nere affini possono essere separate con caratteri morfologici del capo e dell’apparato riproduttore, non con il solo colore.
- In Italia sono state indicate soprattutto Brassicaceae spontanee e coltivate; associazioni con altre famiglie sono considerate eccezionali o da valutare con cautela.
- Tra i nemici naturali segnalati per questa specie figurano imenotteri parassitoidi, nematodi, microrganismi e predatori vertebrati.
Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e per l’avversità specifica, verificando l’etichetta vigente, le colture autorizzate, i tempi di carenza, i dispositivi di protezione e le prescrizioni ambientali. Non applicare prodotti sulla base del solo aspetto dei fori o di programmi ripetitivi; privilegiare esclusione, monitoraggio e altri strumenti di difesa integrata.