Declino del pero
Malattia

Declino del pero

‘Candidatus Phytoplasma pyri’
In breve

Breve descrizione di Declino del pero

Il declino del pero è una malattia sistemica del floema causata da ‘Candidatus Phytoplasma pyri’. In Italia e in altri areali europei può essere associato a diverse psille del pero e alla propagazione infetta. I sintomi variano con cultivar, portinnesto e stress: foglie pallide o arrossate, crescita debole, frutti piccoli e, sui portinnesti sensibili, collasso rapido.

Identificazione rapida

Condizioni tipiche

Parti della pianta colpiteFloema, nervature e piccioli fogliari, germogli, branche, radici fini, zona d’innesto e frutti in sviluppo.
Condizioni favorevoliElevata presenza di psille del pero, portinnesti sensibili, caldo, siccità, scarso vigore, squilibri nutrizionali e materiale di propagazione infetto.
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Panoramica

‘Candidatus Phytoplasma pyri’ è un fitoplasma, cioè un batterio fitopatogeno privo di parete cellulare che vive nei tessuti floematici di piante e insetti vettori. Il pero può mostrare un deperimento lento, con foglie pallide, crescita ridotta e colorazione autunnale anticipata, oppure un declino rapido in presenza di portinnesti molto sensibili, caldo e stress idrico. In Europa sono documentati come vettori Cacopsylla pyri, Cacopsylla pyricola e Cacopsylla pyrisuga, ma l’importanza relativa può variare secondo l’area. La conferma richiede analisi molecolare su campioni adeguati.

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Sintomi e riconoscimento

I sintomi possono comparire nella stagione successiva all’infezione e non sono uniformi.

  • Germogliamento primaverile lento e chioma rada.
  • Foglie piccole, verde pallido o giallastre, talvolta ispessite e arrotolate verso l’alto o verso il basso.
  • Colorazione precoce bronzo, rossa o violacea, particolarmente evidente su alcune cultivar di pero.
  • Riduzione della crescita dei germogli e degli speroni, disseccamento dei rametti, cascola precoce e frutti piccoli.
  • Riduzione delle radici fini e perdita progressiva di vigore.
  • Su portinnesti asiatici sensibili, appassimento improvviso e collasso dell’albero durante periodi caldi.
  • Talvolta una linea bruna o necrotica sotto la corteccia, in corrispondenza della zona d’innesto; la sua assenza non esclude la malattia.

La diagnosi differenziale comprende stress idrico, carenze nutrizionali, ristagno, lesioni radicali, incompatibilità d’innesto, danni da freddo e altri patogeni.

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Cause e diffusione

La diffusione principale avviene quando psille infette si alimentano sul floema del pero e inoculano il fitoplasma con la saliva. In Europa sono state confermate come vettori Cacopsylla pyri, Cacopsylla pyricola e Cacopsylla pyrisuga; la loro efficienza può cambiare secondo stagione e area. Le psille acquisiscono il patogeno alimentandosi su piante infette, mentre la trasmissione a lunga distanza può avvenire tramite alberi, marze, gemme o portinnesti infetti. Elevate popolazioni del vettore, portinnesti suscettibili, siccità e scarso vigore favoriscono la comparsa e l’aggravamento dei sintomi.

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Ciclo vitale e persistenza

Il fitoplasma sopravvive nel floema di piante infette e nei vettori che lo acquisiscono durante l’alimentazione. Dopo l’acquisizione, deve moltiplicarsi nell’insetto e raggiungere le ghiandole salivari prima di poter essere trasmesso efficacemente. Le psille infette possono rimanere infettive per tutta la vita. I sintomi nel pero spesso diventano evidenti nella stagione successiva. Durante il riposo vegetativo la presenza del patogeno nella chioma può diminuire, mentre può persistere nelle radici e nei tessuti inferiori; la nuova crescita primaverile può quindi essere ricolonizzata. La trasmissione per innesto e altro materiale vegetativo infetto costituisce un’ulteriore via di diffusione.

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Trattamento e difesa

Non esiste una cura risanante affidabile per eliminare ‘Candidatus Phytoplasma pyri’ da un pero adulto infetto. Negli alberi su portinnesti tolleranti, la gestione mira a contenere lo stress e a ridurre le nuove infezioni:

  • migliorare irrigazione, drenaggio, nutrizione e struttura del suolo;
  • controllare le psille con un programma di difesa integrata basato su monitoraggio e interventi giustificati;
  • rimuovere i rami fortemente deperiti solo quando ciò contribuisce alla gestione generale della pianta, disinfettando gli attrezzi;
  • valutare l’estirpazione dell’intero albero quando il declino è avanzato, la produzione è compromessa o il portinnesto è altamente suscettibile.

Prima dell’estirpazione o della sostituzione è opportuno far confermare la diagnosi con un laboratorio competente, perché molti disturbi fisiologici e radicali producono sintomi simili.

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Difesa delicata e biologica

Non è disponibile un controllo biologico diretto del fitoplasma. La difesa integrata deve concentrarsi sulla riduzione della trasmissione da parte delle psille e sul mantenimento del vigore delle piante.

  • Monitorare le psille dal risveglio vegetativo all’inizio dell’estate e nei periodi di maggiore attività, controllando germogli e pagina inferiore delle foglie.
  • Favorire gli antagonisti naturali delle psille evitando trattamenti non necessari e scegliendo strategie selettive quando ammesse dall’etichetta.
  • Usare irrigazione regolare e gestione del suolo per limitare lo stress idrico, senza creare ristagni.
  • Mantenere nutrizione equilibrata, controllo delle infestanti e potatura razionale.
  • Rimuovere alberi gravemente compromessi quando non è realistico il recupero e smaltire il materiale in modo da non distribuirlo nell’impianto.
  • Disinfettare gli attrezzi tra piante sospette e sane e non prelevare marze o gemme da alberi con sintomi.
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Prevenzione

La prevenzione è più efficace prima dell’impianto e durante i primi anni di coltivazione.

  • Acquistare piante certificate e tracciabili, provenienti da vivai affidabili e sottoposte ai controlli fitosanitari previsti.
  • Non utilizzare marze, gemme o portinnesti provenienti da piante sintomatiche o di origine incerta.
  • Scegliere portinnesti con tolleranza documentata per l’area e il sistema colturale; dove agronomicamente adatti, sono spesso preferiti semenzali di Bartlett o Winter Nelis, selezioni Old Home × Farmingdale e Pyrus betulifolia.
  • Evitare portinnesti altamente sensibili in zone con pressione elevata del patogeno e delle psille.
  • Ispezionare regolarmente la chioma e monitorare le psille dalla ripresa vegetativa.
  • Ridurre siccità, competizione delle infestanti, squilibri nutrizionali e ferite alle radici.
  • Estirpare e sostituire gli alberi con declino grave e persistente, soprattutto se mostrano appassimento rapido o lesioni alla zona d’innesto.
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Curiosità

  • La gravità dipende fortemente dall’interazione fra cultivar, portinnesto, vigore dell’albero e pressione delle psille.
  • Portinnesti di Pyrus pyrifolia e Pyrus ussuriensis possono essere particolarmente vulnerabili al collasso rapido, mentre diversi portinnesti di Pyrus communis mostrano maggiore tolleranza.
  • Le psille possono causare anche danni diretti, indipendentemente dal fitoplasma, attraverso alimentazione e melata.
  • Il patogeno non è normalmente coltivabile con i metodi batteriologici ordinari e viene rilevato soprattutto con tecniche molecolari.
  • Oltre al pero, sono state documentate infezioni naturali in alcune specie di Prunus e nel cotogno, ma il pero rimane l’ospite agronomicamente più importante.
Importante nota sulla protezione delle piante

Non esiste un trattamento fitosanitario affidabile che elimini il fitoplasma da un pero già infetto. Per il controllo delle psille utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità specifica, rispettando sempre l’etichetta aggiornata, le dosi, i tempi di carenza e le limitazioni per gli impollinatori. Privilegiare monitoraggio, soglie d’intervento e difesa integrata.