
Marciume radicale e del colletto da Phytophthora nicotianae
Phytophthora nicotianaeBreve descrizione di Marciume radicale e del colletto da Phytophthora nicotianae
Phytophthora nicotianae è un oomicete terricolo che può provocare marciumi di radici, colletto, fusto, tuberi e frutti in numerose colture e piante ornamentali. Il rischio aumenta con suoli caldi e saturi d’acqua, ristagni, drenaggio insufficiente e acqua d’irrigazione contaminata. I sintomi non bastano per distinguere la specie: la conferma di laboratorio è spesso essenziale.
Condizioni tipiche
Panoramica
Phytophthora nicotianae penetra soprattutto attraverso radici, colletto, ferite, basi dei fusti o tessuti a contatto con terreno e acqua contaminati. La manifestazione varia secondo l’ospite: nel tabacco è associata al black shank, mentre pomodoro, patata, peperone, melanzana, agrumi, vinca, petunia e altre ornamentali possono presentare marciume radicale o del colletto, damping-off, marciume di frutti e tuberi oppure lesioni fogliari.
La sola osservazione visiva non consente normalmente di attribuire con certezza la malattia a P. nicotianae. È importante distinguere l’agente da altre specie di Phytophthora e da patogeni con sintomi simili, soprattutto quando si devono scegliere portinnesti, impostare una rotazione o valutare un intervento fitosanitario.
Sintomi e riconoscimento
Le radici diventano brune scure o nere, molli e impregnate d’acqua; il cortex può staccarsi lasciando visibile il cilindro centrale chiaro. Al colletto e alla base del fusto compaiono lesioni bruno-scure, acquose, talvolta capaci di cingere il fusto.
In superficie si osservano appassimento, crescita stentata, ingiallimento, perdita di foglie, scarso sviluppo dei nuovi germogli e collasso rapido, spesso a chiazze nelle zone più umide. Le plantule possono morire per damping-off.
Nel tabacco possono comparire lesioni nere sul fusto basale e midollo bruno-nero con tipica compartimentazione a dischi, che però non è esclusiva della malattia. Pomodori e altri ortaggi possono sviluppare marciumi acquosi, depressi o ad anelli sui frutti vicini al terreno; i tuberi possono presentare aree scure e marcescenti. Su alcune ornamentali, come la vinca annuale, lesioni acquose su foglie e piccioli possono estendersi fino a strozzare il fusto.
Cause e diffusione
Il patogeno persiste in terreno, residui vegetali, radici, substrati, contenitori e acqua contaminata. La saturazione induce la formazione di zoospore mobili, che possono diffondersi attraverso pori pieni d’acqua, drenaggio, allagamenti e ruscellamento.
La diffusione secondaria avviene con acqua d’irrigazione o di ricircolo, pioggia battente, fango, attrezzi, macchinari, calzature, vasi, piantine e substrati riutilizzati. In serra, una rete irrigua contaminata può trasferire rapidamente l’inoculo tra contenitori o bancali.
Ciclo vitale e persistenza
Il patogeno sopravvive nel terreno, nei residui, nelle radici infette, nei substrati e nell’acqua mediante strutture resistenti, tra cui clamidospore e, quando sono presenti compatibili tipi di accoppiamento, oospore. In condizioni calde e umide forma sporangi.
Gli sporangi possono liberare zoospore mobili, che nuotano nei film d’acqua del terreno saturo, si incistano e germinano sulla superficie di radici o altri tessuti suscettibili. Dopo l’infezione il patogeno colonizza radici, colletto, fusti, frutti, tuberi o foglie secondo l’ospite e l’isolato.
Durante periodi piovosi o di irrigazione eccessiva possono susseguirsi più cicli di produzione di sporangi e zoospore. Il movimento dell’acqua rende possibile una rapida espansione nei bancali, nelle serre e nelle aree soggette a ruscellamento.
Trattamento e difesa
Non esiste una cura affidabile per le piante con esteso marciume di radici o colletto. Isolare il focolaio, rimuovere le piante gravemente compromesse con l’apparato radicale e il substrato aderente, e smaltire il materiale fuori dall’area di coltivazione.
Correggere immediatamente il drenaggio, ridurre frequenza e durata delle irrigazioni senza provocare stress idrico e impedire che l’acqua defluisca dalle zone malate verso quelle sane. Evitare potature, lavorazioni o movimentazioni quando il terreno è bagnato.
Le piante con infezioni iniziali possono talvolta mantenersi in coltivazione se il problema di saturazione viene risolto e il tessuto vascolare è ancora funzionale, ma la prognosi resta prudente. La diagnosi di laboratorio è raccomandata prima di decisioni costose o dell’impiego di prodotti fitosanitari, perché sintomi simili possono dipendere da altri patogeni o da asfissia radicale.
Difesa delicata e biologica
La gestione biologica e a basso impatto deve puntare soprattutto all’esclusione del patogeno e al controllo dell’acqua. Usare piantine sane, contenitori puliti e substrati commerciali affidabili; non riutilizzare terricci o acqua di drenaggio provenienti da colture infette.
- Preferire aiuole rialzate, substrati ben drenanti e irrigazioni brevi, mirate e distanziate secondo il consumo reale della coltura.
- Limitare schizzi, ruscellamento e movimentazione di terreno bagnato; disinfettare utensili, vasi, bancali e calzature.
- Rimuovere rapidamente piante gravemente colpite insieme a radici e substrato circostante, smaltendole fuori dall’area produttiva.
- Valutare microrganismi antagonisti o prodotti biologici solo se registrati o consentiti per l’impiego previsto in Italia e secondo etichetta; la loro efficacia è preventiva e dipende dalla coltura e dalle condizioni.
- Utilizzare cultivar o portinnesti tolleranti quando disponibili e documentati per la specifica coltura e per il rischio locale.
Prevenzione
In Italia la prevenzione è la misura più affidabile, perché le piante con apparato radicale o colletto gravemente distrutti raramente recuperano. Prima dell’impianto correggere ristagni, compattazione e drenaggio insufficiente; evitare di lavorare il terreno quando è bagnato.
- Acquistare materiale vivaistico sano e, per produzioni professionali, richiedere substrati e materiale privi di Phytophthora quando previsto dai protocolli.
- Usare contenitori, bancali e utensili puliti; non trasferire terra, acqua di scolo o residui da zone infette a zone sane.
- Preferire irrigazione localizzata e gestire tempi e volumi per evitare saturazione prolungata; non lasciare acqua stagnante nei sottovasi.
- Rimuovere piante malate e parte del substrato o terreno contaminato. Non compostare residui infetti salvo processi validati per l’inattivazione del patogeno.
- Usare cultivar o portinnesti tolleranti documentati. La rotazione può ridurre l’inoculo, ma è meno risolutiva perché il patogeno ha ospiti numerosi e strutture di sopravvivenza persistenti.
- In serra controllare separatamente le acque di drenaggio e interrompere il ricircolo se è sospetta una contaminazione.
Curiosità
- Non è un vero fungo: è un oomicete, cioè un organismo fungo-simile.
- Le zoospore hanno bisogno di acqua libera o di suolo saturo per muoversi verso i tessuti radicali.
- La gamma di ospiti riportata è ampia, ma non tutte le popolazioni o gli isolati infettano con la stessa efficacia ogni coltura.
- Radici apparentemente sane non escludono l’infezione di colletto, fusto basso, frutti o foglie in alcuni ospiti.
- Il nome della malattia può cambiare con la coltura: nel tabacco è comunemente associata al black shank, mentre in altre colture prevalgono le definizioni di marciume radicale, del colletto o del frutto.
In Italia utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati per la specifica coltura, avversità e modalità d’impiego, verificando la banca dati e l’etichetta vigente del Ministero della Salute. Rispettare sempre etichetta, dosi, intervalli di sicurezza, dispositivi di protezione e prescrizioni regionali. Nessun trattamento chimico risana in modo affidabile radici o colletti già gravemente distrutti; la gestione agronomica e sanitaria deve rimanere prioritaria.
Piante colpite
Le piante seguenti sono collegate a questo problema sulla base dei dati strutturati relativi alle piante ospiti. L’elenco si aggiorna automaticamente quando viene creata una nuova scheda della pianta.
Magnolia campbellii ‘Alba’Magnolia campbellii 'Alba'
Magnolia di Campbell (Magnolia campbellii): guida alla coltivazioneMagnolia campbellii
Magnolia ‘Star Wars’Magnolia 'Star Wars'
Guida alla coltivazione e cura del ginepro di Pfitzer (Juniperus pfitzeriana)Juniperus pfitzeriana
Juniperus × media ‘Old Gold’Juniperus × media 'Old Gold'
Juniperus × media ‘Gold Star’Juniperus × media 'Gold Star'
Ginepro squamato (Juniperus squamata): guida alla coltivazioneJuniperus squamata
Compressa (Juniperus communis ‘Compressa’)Juniperus communis 'Compressa'
Aconitum carmichaelii: guida alla coltivazione e alle cureAconitum carmichaelii
Crystal Palace (Lobelia erinus ‘Crystal Palace’)Lobelia erinus 'Crystal Palace'
Lobelia cardinale (Lobelia cardinalis): guida alla coltivazioneLobelia cardinalis
Lobelia ‘Techno Blue’Lobelia 'Techno Blue'