Cicalina striata dei cereali
Parassita

Cicalina striata dei cereali

Laodelphax striatellus (Fallén, 1826)
In breve

Breve descrizione di Cicalina striata dei cereali

La cicalina striata dei cereali, Laodelphax striatellus, è un piccolo insetto fitomizo che vive soprattutto sulle graminacee coltivate e spontanee. In Italia interessa in particolare mais, riso e cereali autunno-vernini. Le punture possono indebolire le giovani piante, ma l’aspetto più delicato è la possibile trasmissione di virosi, perciò i sintomi da soli non bastano per una diagnosi certa.

Identificazione rapida

Condizioni tipiche

Parti della pianta colpiteGuaines fogliari, lamine, fusti, plantule, accestimenti e giovani pannocchie o spighe; le virosi trasmesse possono provocare sintomi sistemici.
Condizioni favorevoliPresenza continua di graminacee spontanee o cereali volontari, successioni cerealicole prolungate, colture giovani e condizioni miti che favoriscono la sopravvivenza invernale; vegetazione densa e stress idrico possono aumentare il danno osservabile.
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Panoramica

La cicalina striata dei cereali è un piccolo rincote della famiglia Delphacidae, con corpo bruno e forma cuneiforme. Adulti e neanidi inseriscono l’apparato boccale pungente-succhiante nelle guaine fogliari, nei fusti e in altri tessuti delle graminacee.

In Italia è associata soprattutto agli agroecosistemi cerealicoli e risicoli. Il mais è un ospite di primaria importanza nelle banche dati fitosanitarie, mentre riso, frumento, avena e altri cereali possono sostenere l’alimentazione o il ciclo dell’insetto. La presenza dell’insetto non dimostra automaticamente la presenza di una virosi: per confermare il vettore e l’eventuale patogeno sono necessari esame specialistico e, quando indicato, analisi di laboratorio.

Il danno diretto può rimanere modesto, ma aumenta su colture giovani o in presenza di popolazioni elevate. Il rischio maggiore è la trasmissione di virus specifici, tra cui agenti associati a striatura del riso e nanismo ruvido del mais in determinati areali.

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Sintomi e riconoscimento

I sintomi diretti dipendono dalla densità dell’infestazione, dall’età della pianta e dallo stato idrico e nutrizionale. Possono comparire:

  • decolorazione verde pallido, ingiallimento o tonalità arancio-rossastre;
  • foglie arrotolate, appassimento, crescita stentata e riduzione del vigore;
  • imbrunimento e disseccamento del fogliame nelle infestazioni intense, talvolta indicati come “bruciatura da cicaline”;
  • melata e, occasionalmente, fumaggine sulle superfici fogliari;
  • riduzione dell’accestimento, sviluppo irregolare delle spighe o perdita di produzione.

Quando è coinvolta una virosi possono comparire nanismo marcato, striature clorotiche o necrotiche, accartocciamento, rosettamento, appassimento e chiazze disomogenee nel campo. Questi segni non sono diagnostici: carenze, ristagni, fitotossicità e altre virosi possono produrre quadri simili.

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Cause e diffusione

Adulti e neanidi si spostano camminando, con voli brevi e, in alcuni periodi, tramite dispersione favorita dal vento. Il passaggio è favorito da cereali volontari, graminacee infestanti, margini non gestiti e materiale vegetale infestato.

Il rischio aumenta quando colture sensibili sono vicine a prati, fossi, bordi stradali, incolti o successioni cerealicole continue. Le uova vengono inserite nei tessuti vegetali, rendendo difficile riconoscerle durante una semplice ispezione.

Per le virosi, il vettore acquisisce l’agente durante una puntura di alimentazione e può trasferirlo a piante successive. La competenza vettoriale dipende dalla specifica combinazione insetto-virus-ospite e non ogni individuo o popolazione è necessariamente infettivo.

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Ciclo vitale e persistenza

Le uova sono deposte singolarmente o in piccoli gruppi all’interno dei tessuti, spesso nelle guaine inferiori, nei fusti o nelle lamine fogliari. Le neanidi attraversano più stadi prima di diventare adulti alati o brachitteri; entrambi gli stadi mobili succhiano la linfa.

Nel clima temperato italiano la sopravvivenza invernale può avvenire soprattutto come neanide sviluppata tra graminacee, margini erbosi, incolti e vegetazione spontanea. In primavera gli adulti possono spostarsi verso frumento, orzo, riso, mais e altre colture. Il numero di generazioni e le date di comparsa dipendono da temperatura, latitudine, disponibilità di ospiti e andamento della stagione.

La trasmissione virale avviene quando l’insetto acquisisce un virus durante l’alimentazione e lo inocula successivamente a una pianta suscettibile. Questa capacità è specifica del rapporto tra vettore e virus e non può essere estesa automaticamente a tutte le virosi dei cereali.

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Trattamento e difesa

Intervenire soltanto dopo aver verificato la presenza dell’insetto e valutato densità, stadio della coltura, andamento dei voli e rischio di virosi. Ispezionare principalmente guaine e parti basali delle piante, dove le neanidi possono essere poco visibili.

Su piccole superfici, eliminare le piante gravemente colpite o le infestanti ospiti può ridurre localmente la pressione, purché il materiale venga gestito senza diffondere insetti o patogeni. In campo, coordinare il controllo dei cereali volontari e dei bordi con le normali operazioni agronomiche.

Un trattamento insetticida può ridurre gli individui esposti, ma non annulla la trasmissione già avvenuta e può danneggiare gli ausiliari. Prima di qualsiasi applicazione verificare l’autorizzazione italiana del prodotto per quella coltura e avversità, la soglia o indicazione tecnica applicabile e tutte le prescrizioni di etichetta.

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Difesa delicata e biologica

La gestione biologica deve essere integrata e preventiva, perché non esiste un controllo biologico domestico affidabile capace di eliminare rapidamente una popolazione già insediata in campo.

  • Conservare, quando compatibile con la coltura, siepi e fasce con vegetazione diversificata che sostengano ragni, carabidi e altri predatori, evitando trattamenti indiscriminati.
  • Limitare gli interventi non selettivi che possono ridurre i nemici naturali più degli stessi delfacidi.
  • Usare trappole cromotropiche gialle come supporto al monitoraggio, non come unico metodo di controllo.
  • Rimuovere tempestivamente piante fortemente sintomatiche quando il rischio di virosi è concreto e la misura è praticabile, evitando di movimentare materiale sospetto.
  • Valutare eventuali microrganismi entomopatogeni o altri prodotti di biocontrollo solo se registrati e disponibili per la specifica coltura e avversità in Italia.
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Prevenzione

Applicare un programma di difesa integrata basato su osservazione e riduzione delle fonti di infestazione:

  • ispezionare bordi e parti giovani di mais, riso, frumento, avena e orzo dalla ripresa vegetativa in poi;
  • controllare la presenza di adulti e neanidi nelle guaine fogliari e utilizzare trappole gialle per seguire i voli;
  • gestire cereali volontari e graminacee infestanti prima che diventino rifugio continuo, rispettando le esigenze di conservazione del suolo e della biodiversità;
  • evitare di trasferire piantine o materiale vegetale sospetto tra appezzamenti;
  • mantenere pulite e controllate le aree vivaistiche e le colture nelle prime fasi di sviluppo;
  • alternare, quando agronomicamente possibile, colture non ospiti e interrompere le successioni cerealicole prolungate;
  • segnalare a un tecnico o al Servizio fitosanitario regionale piante con nanismo, striature insolite o distribuzione a chiazze, soprattutto in mais e riso.
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Curiosità

  • Laodelphax striatellus è un delfacide, non una mosca né una cocciniglia; l’adulto appartiene ai rincoti con apparato boccale pungente-succhiante.
  • Il mais è considerato un ospite principale nelle valutazioni EPPO, mentre riso, frumento e avena sono ospiti documentati.
  • La presenza dell’insetto può essere più importante come rischio di trasmissione di virus che come causa di danno diretto.
  • Le piante erbacee spontanee e i cereali volontari possono funzionare da rifugio stagionale e, per alcuni virus, da possibile serbatoio epidemiologico.
  • Una fotografia del danno non consente da sola di distinguere questa specie da altri piccoli rincoti delle graminacee.
Importante nota sulla protezione delle piante

In Italia utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati per la coltura e per l’avversità specifica, verificando l’etichetta vigente nel momento dell’impiego. Rispettare dose, intervallo di sicurezza, numero massimo di applicazioni, fasce di rispetto e prescrizioni per gli organismi utili. Un trattamento insetticida non elimina il rischio di virosi già trasmesse e non deve sostituire monitoraggio e misure agronomiche.