
Carenza di zinco
Breve descrizione di Carenza di zinco
La carenza di zinco è un disturbo nutrizionale fisiologico dovuto a una disponibilità insufficiente di Zn o a un’assimilazione radicale limitata. Si osserva soprattutto in mais, leguminose, vite e alberi da frutto, con foglie giovani piccole e pallide, internodi brevi e crescita a rosetta. I sintomi possono confondersi con carenze di ferro o manganese, danni da diserbanti e problemi radicali: l’analisi del terreno o dei tessuti è spesso necessaria.
Condizioni tipiche
Panoramica
Lo zinco è un micronutriente essenziale richiesto in quantità molto piccole, ma la sua carenza può ridurre sviluppo dei germogli, dimensione delle foglie, fioritura, allegagione e resa. In Italia può essere rilevante in mais, mais dolce, fagiolo, vite, pesco, albicocco, susino, mandorlo e altri fruttiferi, soprattutto su terreni calcarei o alcalini, sabbiosi, poveri di sostanza organica o soggetti a lisciviazione ed erosione. Un pH elevato riduce la disponibilità dello zinco; anche apporti eccessivi di fosforo possono aggravare il problema quando la dotazione di Zn è già marginale. La diagnosi visiva non è sufficiente, perché ferro, manganese, fitotossicità da diserbanti, ristagno e danni radicali possono produrre sintomi simili.
Sintomi e riconoscimento
I sintomi compaiono spesso sui tessuti giovani, perché lo zinco è poco mobile all’interno della pianta. Le foglie possono essere più piccole, strette, appuntite o deformate, con clorosi internervale e colore verde pallido o giallastro. Nei germogli si osservano internodi accorciati, crescita stentata e, nei casi più tipici, ciuffi di foglie ravvicinate a rosetta.
- Mais: bande pallide o biancastre ai lati della nervatura centrale, spesso più evidenti alla base delle foglie, con nanismo nei casi gravi.
- Vite: foglie piccole, internodi brevi, sviluppo irregolare dei germogli, fioritura e allegagione ridotte e grappoli poco sviluppati.
- Pesco, albicocco, susino e mandorlo: foglie giovani strette, clorotiche e riunite in ciuffi; possono comparire ritardo del germogliamento, ridotta fruttificazione e disseccamento dei rametti.
- Fagiolo e altre leguminose: ingiallimento della vegetazione giovane, talvolta seguito da bronzatura, accartocciamento e scarso sviluppo dei baccelli.
Foglie già deformate raramente recuperano forma e colore. La comparsa di nuova vegetazione normale dopo la correzione è più utile per valutare la risposta.
Cause e diffusione
Il disturbo non si trasmette da una pianta all’altra. Compare quando lo zinco disponibile è scarso o quando le radici non riescono ad assorbirlo.
- pH elevato, presenza di calcare attivo o terreni sovrallimati;
- suoli sabbiosi, dilavati, erosi o poveri di sostanza organica;
- asportazione dello strato superficiale durante livellamenti o movimenti di terra;
- eccessiva disponibilità di fosforo;
- terreno freddo e umido all’inizio della stagione;
- compattamento, ristagno, salinità o volume radicale insufficiente;
- nematodi, marciumi e altri danni che riducono l’attività delle radici.
Le chiazze possono seguire le differenze di tessitura, le linee di concimazione, il drenaggio o le zone in cui le radici sono state danneggiate.
Ciclo vitale e persistenza
Non esiste un ciclo biologico: non è una malattia contagiosa né un’infestazione. È un problema ricorrente di disponibilità del nutriente nel sistema suolo–radice–pianta. I sintomi possono accentuarsi in primavera fredda e umida, quando la crescita radicale e la mineralizzazione sono lente, oppure durante una crescita rapida dei germogli. La distribuzione nel campo o nell’appezzamento è spesso irregolare e segue pH, tessitura, drenaggio, concimazione e danni alle radici.
Trattamento e difesa
Confermare il sospetto con un’analisi del terreno e, quando utile, del tessuto fogliare. Interpretare i risultati insieme al pH, alla presenza di calcare, alla storia delle concimazioni e allo stato delle radici.
- Eliminare o ridurre la causa predisponente: ristagno, compattamento, eccesso di fosforo, erosione o danneggiamento radicale.
- Applicare una fonte di zinco autorizzata per la coltura e adatta al terreno, preferibilmente incorporata nella zona radicale quando le condizioni lo consentono.
- Su colture arboree o vite, valutare eventuali applicazioni fogliari solo con formulato autorizzato, fase fenologica e dose corrette; la risposta può essere rapida ma non risolve necessariamente il problema del suolo.
- Ripetere l’analisi prima di ulteriori applicazioni, perché la distanza tra dose utile e fitotossica può essere ridotta.
La vegetazione già piccola o clorotica non torna sempre normale; l’obiettivo è ottenere nuovi germogli regolari e prevenire la ricomparsa nella stagione successiva.
Difesa delicata e biologica
La gestione biologica consiste nel migliorare la disponibilità e l’efficienza radicale senza ricorrere a dosi indiscriminate di micronutrienti.
- Distribuire compost maturo o altra sostanza organica idonea, dopo aver verificato che non apporti quantità eccessive di fosforo o sali.
- Ridurre il compattamento evitando lavorazioni o transito su terreno bagnato e mantenendo una struttura favorevole alle radici.
- Correggere ristagni e irrigazioni eccessive mediante drenaggio, baulatura o gestione più precisa dei turni irrigui.
- Proteggere le radici da scavi, erosione, livellamenti e ferite meccaniche.
- Usare, se indicato dall’analisi, una fonte di zinco ammessa in agricoltura biologica e consentita dalla normativa europea e italiana applicabile; verificare sempre l’etichetta e il disciplinare di riferimento.
Non applicare letame, farine o concimi organici in modo ripetuto senza analisi: l’accumulo di fosforo può peggiorare l’indisponibilità dello zinco.
Prevenzione
Prima di piantare o concimare, analizzare il terreno per pH, fosforo disponibile e zinco assimilabile; nei frutteti e nei vigneti controllare anche la variabilità tra parcelle. Non distribuire calce se non indicata dall’analisi e mantenere il pH compatibile con la coltura.
- Usare concimazioni fosfatiche solo secondo fabbisogno e risultati analitici.
- Conservare lo strato fertile, limitare erosione e compattamento e garantire un drenaggio regolare.
- Mantenere un apporto equilibrato di sostanza organica ben maturata.
- Monitorare soprattutto mais, vite, drupacee, mandorlo e fagiolo su terreni calcarei o sabbiosi.
- In appezzamenti con carenza ricorrente, scegliere portinnesti e materiali vegetali adatti al terreno e applicare preventivamente una fonte di zinco solo con indicazione tecnica.
Curiosità
- La carenza può comparire anche quando nel terreno è presente zinco totale: conta soprattutto la frazione disponibile alle radici.
- Il mais giovane è particolarmente sensibile in terreni freddi, umidi, calcarei o con elevata disponibilità di fosforo.
- In fruttiferi come pesco e mandorlo, il caratteristico aspetto a “rosetta” è spesso più informativo della sola clorosi.
- Gli interventi fogliari possono migliorare rapidamente la vegetazione, ma spesso hanno effetto temporaneo se il limite principale resta nella rizosfera.
- Un eccesso di zinco è possibile: la concimazione deve quindi basarsi su analisi e indicazioni tecniche specifiche per coltura e terreno.
Utilizzare esclusivamente concimi o prodotti autorizzati in Italia per la coltura e per la correzione della carenza di zinco; seguire sempre l’etichetta vigente, le dosi, le modalità d’impiego e le eventuali prescrizioni regionali. Evitare applicazioni empiriche: un eccesso di zinco può danneggiare le piante e contaminare il suolo.
Piante colpite
Le piante seguenti sono collegate a questo problema sulla base dei dati strutturati relativi alle piante ospiti. L’elenco si aggiorna automaticamente quando viene creata una nuova scheda della pianta.
Guida alla coltivazione del fagiolo tepari (Phaseolus acutifolius)Phaseolus acutifolius
Guida alla coltivazione del fagiolo di Spagna (Phaseolus coccineus)Phaseolus coccineus
Phaseolus lunatus: guida alla coltivazione del fagiolo di LimaPhaseolus lunatus
Fagiolo comune (Phaseolus vulgaris): guida alla coltivazionePhaseolus vulgaris
Guida alla coltivazione dell’agrimonia comune (Agrimonia eupatoria)Agrimonia eupatoria
Orange Rocket (Berberis thunbergii ‘Orange Rocket’)Berberis thunbergii 'Orange Rocket'
Crespino ‘Crimson Pygmy’ (Berberis thunbergii ‘Crimson Pygmy’)Berberis thunbergii 'Crimson Pygmy'