Galla del colletto
Malattia

Galla del colletto

Agrobacterium tumefaciens (comunemente classificato come Rhizobium radiobacter)
In breve

Breve descrizione di Galla del colletto

La galla del colletto è una malattia batterica del terreno che forma escrescenze tumorali su colletto, radici e fusti di molte piante ornamentali, da frutto e da vivaio. Il batterio penetra soprattutto attraverso ferite fresche causate da trapianto, potatura o lavorazioni. Non esiste una cura affidabile della pianta già infetta: prevenzione, igiene e materiale vivaistico sano sono essenziali.

Identificazione rapida

Condizioni tipiche

Parti della pianta colpiteColletto, radici, base dei fusti, tronchi, branche, tralci di vite e canne di rovo e lampone; occasionalmente tessuti aerei.
Condizioni favorevoliFerite recenti, trapianto e propagazione, potature o lavorazioni vicino al colletto, terreno o acqua contaminati, materiale vivaistico infetto, temperature miti-calde e ristagni o bagnatura che favoriscono la diffusione batterica.
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Panoramica

La galla del colletto colpisce numerose piante erbacee e legnose, con sensibilità variabile secondo la specie, la cultivar e il ceppo batterico. Le escrescenze compaiono soprattutto al colletto, sulla linea del terreno, sulle radici o sulla parte basale del fusto; su vite, rovo, lampone e alcune ornamentali possono comparire anche su tralci, canne o branche.

Le galle giovani sono generalmente lisce, carnose e biancastre o crema; con l’età diventano irregolari, dure, brune, scure, screpolate e suberose. Nelle giovani piante una galla ampia può ostacolare il trasporto di acqua e nutrienti, causando crescita stentata, clorosi, appassimenti, maggiore sensibilità alla siccità o morte. Negli esemplari adulti l’infezione può rimanere localizzata e poco appariscente.

La presenza di una massa anomala non conferma da sola la malattia: per decisioni di estirpazione, quarantena vivaistica o reimpianto è consigliabile confermare l’agente con un laboratorio fitopatologico.

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Sintomi e riconoscimento

  • Escrescenze tondeggianti o irregolari al colletto, sulla linea del terreno, sulle radici o sul fusto basale.
  • Galle giovani molli, lisce e chiare; galle mature dure, rugose, scure, screpolate o suberose.
  • Possibili galle su tronchi, branche, tralci, canne e occasionalmente su altri organi aerei.
  • Riduzione del vigore, internodi o foglie più piccoli, clorosi, appassimenti e declino precoce nelle piante giovani.
  • Rotture da vento quando la galla indebolisce il colletto o il fusto.
  • Le piante adulte possono mostrare pochi sintomi se la galla non circonda il colletto né comprime i tessuti conduttori.
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Cause e diffusione

La causa è l’infezione da ceppi patogeni di Agrobacterium tumefaciens/Rhizobium radiobacter. Il batterio penetra soprattutto attraverso ferite recenti del colletto, delle radici o dei fusti. Le ferite possono derivare da trapianto, potatura, innesto, gelo, lavorazioni, roditori o insetti, decespugliatori e rimozione dei polloni.

Il patogeno si diffonde con piante da vivaio infette, terreno aderente alle radici o alle macchine, acqua di irrigazione o ruscellamento, schizzi di pioggia, utensili e contenitori contaminati. Le piante apparentemente sane possono essere infette senza galle evidenti, soprattutto nelle fasi iniziali.

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Ciclo vitale e persistenza

I batteri patogeni persistono nel terreno, nei residui vegetali e nei tessuti delle galle per periodi prolungati. Entrano soprattutto attraverso ferite fresche provocate da trapianto, potatura, innesto, lavorazioni, gelo, insetti, asportazione dei polloni o attrezzature; possono colonizzare anche radici giovani appena emerse.

Le cellule vegetali ferite rilasciano segnali che attirano il batterio. Il plasmide Ti, o plasmide induttore del tumore, trasferisce DNA nella cellula vegetale; il materiale trasferito altera il metabolismo e la regolazione ormonale, inducendo proliferazione cellulare e formazione della galla. I batteri si moltiplicano nella galla e ritornano nel terreno quando il tessuto si rompe o si decompone.

La diffusione locale avviene con terreno, acqua di ruscellamento o irrigazione, schizzi, utensili, contenitori e macchine. La principale via a lunga distanza è il trasporto di piante da vivaio infette, anche quando le galle non sono ancora visibili.

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Trattamento e difesa

Non esiste una cura affidabile capace di eliminare l’infezione dall’intera pianta. Asportare soltanto la galla non risana necessariamente il soggetto, perché le cellule già trasformate possono continuare a produrre tessuto tumorale e il batterio può rimanere nel terreno.

Le giovani piante, le piante da vivaio e gli esemplari con galle ampie o circolari sul colletto dovrebbero essere estirpati, compreso quanto più apparato radicale possibile, e smaltiti secondo le regole locali. Non utilizzare il materiale rimosso per compost o propagazione.

Su piante legnose adulte, vigorose e con una galla piccola e localizzata, un tecnico qualificato può valutare l’asportazione chirurgica durante condizioni asciutte, evitando di indebolire ulteriormente il tronco o il colletto. L’intervento non garantisce l’eliminazione del patogeno e non è adatto quando la galla circonda gran parte dei tessuti conduttori.

Prima di sostituire una pianta, valutare la storia del sito, la specie scelta e il rischio di nuove ferite. Se l’identificazione ha conseguenze economiche o vivaistiche, inviare campioni a un laboratorio fitopatologico.

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Difesa delicata e biologica

La gestione biologica e a basso impatto è soprattutto preventiva:

  • utilizzare materiale di propagazione certificato o accuratamente ispezionato e scartare piante con galle su radici, colletto o fusto;
  • ridurre al minimo le ferite durante trapianto, potatura, innesto, lavorazioni del terreno e rimozione dei polloni;
  • disinfettare utensili, contenitori, bancali e superfici tra lotti o piante con un prodotto idoneo all’uso e secondo etichetta;
  • rimuovere le piante giovani o gravemente colpite con la maggior parte possibile dell’apparato radicale e smaltirle senza compostare galle e residui;
  • evitare di spostare terreno, acqua di sgrondo e attrezzature da aree infette verso aree sane;
  • nei vivai, valutare esclusivamente microrganismi antagonisti registrati e disponibili per la specifica coltura in Italia, applicati come trattamento preventivo del materiale di propagazione e non come cura di una pianta già infetta;
  • dove tecnicamente possibile, migliorare il drenaggio e considerare la solarizzazione del terreno nudo umido durante il periodo estivo caldo, sapendo che l’efficacia è limitata alla zona realmente riscaldata.
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Prevenzione

In Italia la prevenzione è la misura più affidabile, soprattutto in vivaio, nei nuovi impianti di fruttiferi e nei vigneti:

  • acquistare piante con passaporto delle piante quando previsto e provenienti da fornitori qualificati; esaminare radici, punto d’innesto, colletto e base del fusto prima della messa a dimora;
  • non interrare galle sospette e non usare materiale sintomatico per talee, marze o innesti;
  • maneggiare con cura le radici e non lavorare il terreno quando è molto bagnato, per limitare ferite e trasporto di fango;
  • disinfettare gli strumenti tra piante e tra appezzamenti, rimuovendo prima i residui organici;
  • evitare ferite al colletto con decespugliatori, zappe, lavorazioni profonde e legature;
  • rimuovere e smaltire le piante infette e non reimpiantare subito una specie altamente suscettibile nello stesso punto; nei casi vivaistici valutare una rotazione pluriennale e una specie meno sensibile;
  • mantenere un drenaggio regolare e controllare insetti o altri fattori che provocano lesioni;
  • nei sistemi di propagazione, mantenere substrati, contenitori e superfici puliti e separare immediatamente i lotti sospetti.
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Curiosità

  • Il batterio è noto soprattutto con il nome storico Agrobacterium tumefaciens, mentre molti riferimenti tassonomici moderni lo collocano in Rhizobium radiobacter.
  • Il trasferimento di DNA dal batterio alla cellula vegetale è lo stesso principio biologico che ha reso questo organismo importante nella ricerca sul miglioramento genetico delle piante.
  • Le galle iniziali possono assomigliare a tessuto cicatriziale o callo di innesto e non sono sempre riconoscibili a occhio.
  • La sensibilità varia: una specie o cultivar può reagire diversamente da un’altra, e alcuni ceppi batterici hanno gamme di ospiti differenti.
  • La malattia è spesso più grave nei vivai e nelle giovani piante, dove le ferite radicali e del colletto sono frequenti.
Importante nota sulla protezione delle piante

Non esiste un programma chimico curativo affidabile per risanare una pianta già infetta. In Italia utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari e disinfettanti legalmente autorizzati per la specifica coltura e avversità, verificando sempre l’etichetta vigente, le colture autorizzate, le dosi, i tempi di rientro e le prescrizioni di sicurezza. Non applicare prodotti citati in fonti estere se non risultano autorizzati in Italia.