
Antracnosi da Colletotrichum acutatum
Colletotrichum acutatum J.H. SimmondsBreve descrizione di Antracnosi da Colletotrichum acutatum
Colletotrichum acutatum è associato a diverse forme di antracnosi, marciume dei frutti e avvizzimento dei fiori su fragola, pesco, mandorlo, peperone, agrumi e altre colture. I sintomi variano secondo l’ospite e la linea genetica del fungo: possono comparire lesioni depresse, masse sporali arancio-salmone, marciumi, necrosi fiorali e alterazioni della corona. Caldo, pioggia e bagnatura prolungata favoriscono la malattia.
Condizioni tipiche
Panoramica
Colletotrichum acutatum è un fungo associato a malattie di numerose colture frutticole, orticole e ornamentali. In Italia l’interesse diagnostico è particolarmente rilevante per fragola e altre colture suscettibili coltivate in condizioni calde e umide, ma i sintomi non permettono sempre di distinguere la specie da altri Colletotrichum.
Sulla fragola può colpire frutti verdi o maturi, fiori, piccioli, stoloni e corona. Su pesco, mandorlo, melo e pero prevalgono lesioni e marciumi dei frutti; sul peperone si osservano macchie depresse in rapida espansione. Negli agrumi, linee correlate sono associate alla necrosi dei fiori e alla cascola post-fiorale oppure all’antracnosi del lime.
La denominazione C. acutatum è spesso usata in senso ampio: studi molecolari hanno suddiviso molti isolati storicamente identificati con questo nome in un complesso di specie, tra cui C. nymphaeae, C. fioriniae e C. godetiae. Per diagnosi affidabili è quindi importante considerare ospite, sintomi, coltura e, quando necessario, analisi molecolare.
Sintomi e riconoscimento
Fragola: piccole macchie brune o nere, rotonde od ovali, depresse e sode su frutti verdi o maturi; le lesioni possono estendersi rapidamente e sviluppare masse sporali color salmone o arancio in presenza di umidità. Piccioli e stoloni presentano lesioni scure, affusolate e infossate. L’infezione della corona può causare avvizzimento, collasso e morte; il tessuto interno tende a essere da cannella a rosso-bruno.
Pesco, mandorlo, melo e pero: macchie depresse sui frutti, spesso circolari, che si ingrandiscono fino al marciume; possono comparire sporulazioni arancio-rosate, disseccamento e mummificazione. Fiori e giovani frutti possono essere colpiti in condizioni favorevoli.
Peperone: lesioni depresse su frutti verdi o maturi, con rapida espansione e abbondante produzione di spore.
Agrumi: necrosi dei petali, cascola dei giovani frutti e persistenza del calice; sul lime possono comparire lesioni su frutti, foglie e rametti. Su altre colture i sintomi possono comprendere macchie fogliari, cancri e marciumi.
Cause e diffusione
L’introduzione avviene spesso con piantine o altro materiale di propagazione infetto, anche senza sintomi visibili. Altre fonti sono residui colturali, frutti mummificati, corone malate, terreno contaminato e infestanti ospiti. Le spore vengono trasferite soprattutto da pioggia, irrigazione soprachioma, acqua di ruscellamento, attrezzi, operatori, animali e contatto tra piante ravvicinate.
Il rischio aumenta con temperature miti-calde, bagnatura prolungata, chiome dense e tessuti feriti da grandine, insetti, sfregamento o scottature. Frutti maturi, fiori e giovani organi sono spesso molto suscettibili. L’ospite e l’isolato influenzano fortemente la gravità e il tipo di sintomo.
Ciclo vitale e persistenza
Il patogeno può sopravvivere tra una coltura e l’altra in corone, foglie, stoloni, fusti, frutti mummificati, residui vegetali e talvolta tessuti apparentemente sani. Nella fragola può persistere nel terreno per diversi mesi; anche alcune infestanti possono contribuire alla conservazione dell’inoculo.
Con caldo e umidità forma conidi in acervuli o strutture fruttifere simili, spesso immersi in una massa mucillaginosa. La pioggia e l’acqua d’irrigazione liberano e trasportano le spore verso fiori, frutti e tessuti giovani. Dopo la germinazione su una superficie bagnata, il conidio forma un appressorio e penetra nel tessuto.
Le infezioni possono rimanere poco evidenti prima di svilupparsi rapidamente durante la maturazione dei frutti o in seguito a periodi piovosi. Le nuove lesioni producono altro inoculo, determinando cicli secondari ripetuti nella stessa stagione. Piantine infette ma asintomatiche possono introdurre la malattia in un nuovo appezzamento.
Trattamento e difesa
Durante i sopralluoghi rimuovere e smaltire i frutti infetti, le parti fortemente lesionate e le piante con corona marcia, limitando il contatto con materiale sano. In fragola, la diagnosi differenziale con Phytophthora, Botrytis e altri marciumi è importante; su fruttiferi e orticole, lesioni simili possono dipendere da più specie di Colletotrichum o da altri patogeni.
Nei frutteti eliminare i frutti mummificati e i rametti gravemente colpiti durante la potatura, evitando di lasciare residui sul terreno. Nei nuovi impianti, correggere drenaggio, densità e irrigazione prima di ricorrere a interventi fitosanitari.
Se la malattia è confermata e il rischio meteorologico è elevato, gli interventi fungicidi devono essere scelti esclusivamente tra formulati autorizzati in Italia per quella specifica coltura e avversità, secondo etichetta vigente e indicazioni dei servizi fitosanitari o del disciplinare di difesa integrata. La copertura preventiva degli organi suscettibili è generalmente più utile dei trattamenti tardivi su tessuti già marci; rispettare sempre tempi di carenza e gestione della resistenza.
Difesa delicata e biologica
La gestione biologica e a basso impatto deve partire dalla prevenzione dell’inoculo. Usare piantine certificate e apparentemente sane, eliminare tempestivamente frutti marci, fiori gravemente colpiti, stoloni infetti e piante con corona compromessa, e allontanare i residui dal campo. Non compostare tessuti malati se non si dispone di un processo controllato che raggiunga e mantenga temperature sufficienti.
- Preferire irrigazione localizzata a goccia e limitare la bagnatura della vegetazione.
- Usare pacciamatura, aiuole rialzate e drenaggio efficiente per ridurre gli schizzi dal terreno.
- Favorire una chioma arieggiata con distanze adeguate e potature moderate.
- Rimuovere frutti mummificati e infestanti ospiti; dopo il diserbo, asportare i residui perché possono continuare a produrre inoculo.
- Applicare rotazioni con colture non ospiti e, dove tecnicamente possibile, solarizzazione del terreno durante il periodo estivo più caldo.
- Sanificare attrezzi e contenitori e lavorare preferibilmente quando le piante sono asciutte.
Prevenzione
Acquistare materiale vivaistico certificato e controllare le piantine prima del trapianto, prestando attenzione a corone brunastre, piccioli lesionati e frutti o fiori sospetti. Evitare di trasferire terreno aderente alle radici o alle attrezzature da appezzamenti contaminati.
- Preferire irrigazione a goccia o localizzata; se si irriga dall’alto, farlo presto nella giornata per abbreviare l’asciugatura.
- Utilizzare drenaggio efficace, aiuole rialzate, pacciamatura e distanze che favoriscano la circolazione dell’aria.
- Raccogliere spesso i frutti e rimuovere subito quelli marci o troppo maturi.
- Eliminare piante gravemente colpite, corone infette, stoloni malati, frutti mummificati e residui; non lasciarli ai bordi dell’appezzamento.
- Disinfettare cesoie, cassette e attrezzi e non lavorare tra le piante bagnate.
- Attuare rotazioni con colture non ospiti e non collocare nuove colture sensibili accanto a impianti fortemente colpiti quando sia possibile.
- Negli impianti frutticoli, asportare i frutti mummificati durante la potatura e gestire la chioma per ridurre i periodi di bagnatura.
Curiosità
- La massa sporale arancio-salmone sui frutti è un segno utile, ma non sempre compare in condizioni asciutte.
- Sulla fragola l’imbrunimento interno della corona da antracnosi tende al color cannella o rosso, mentre il marciume da Phytophthora è generalmente più bruno-cioccolato; la distinzione va comunque confermata.
- Più specie del complesso Colletotrichum acutatum possono mostrare preferenze diverse per ospite, organo infettato, aggressività e sensibilità ai fungicidi.
- Negli agrumi, la cascola post-fiorale può lasciare calici persistenti sui rametti dopo la caduta dei giovani frutti.
- La dispersione a distanza avviene soprattutto tramite materiale di propagazione, terreno, attrezzi e schizzi d’acqua, più che tramite trasporto aereo delle spore.
Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità specifica, verificando l’etichetta vigente e rispettando dosi, intervalli di sicurezza, numero massimo di applicazioni, limitazioni ambientali e prescrizioni d’impiego. La scelta deve basarsi sul disciplinare regionale o sul piano di difesa integrata applicabile; evitare programmi fungicidi automatici e alternare i meccanismi d’azione solo quando previsto e tecnicamente giustificato.