Antonomo della fragola e del lampone
Parassita

Antonomo della fragola e del lampone

Anthonomus rubi
In breve

Breve descrizione di Antonomo della fragola e del lampone

L’antonomo della fragola e del lampone (*Anthonomus rubi*) è un piccolo curculionide diffuso in Europa e presente anche in alcune aree italiane, dove può colpire fragola, lampone, mora e rosa. L’adulto si alimenta sulle giovani foglie; la femmina depone nel bocciolo chiuso e ne recide il peduncolo, causando appassimento, caduta del bocciolo e perdita di fiori e frutti.

Identificazione rapida

Condizioni tipiche

Parti della pianta colpiteGiovani foglie, petali e polline, boccioli fiorali chiusi, peduncoli e potenziale produttivo dei frutti.
Condizioni favorevoliPrimavere miti e soleggiate, dalla ripresa vegetativa alla fioritura; presenza di rovi o rose non gestiti vicino all’impianto; lettiera, residui vegetali e margini boscati riparati favorevoli allo svernamento; introduzione di materiale vivaistico infestato.
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Panoramica

È un piccolo coleottero scuro della famiglia Curculionidae, con rostro breve e corpo generalmente lungo circa 2–3 mm. Gli adulti rosicchiano giovani foglie, petali e organi fiorali, ma il danno economicamente più importante riguarda i boccioli chiusi.

La femmina perfora il bocciolo, depone generalmente un uovo e incide il peduncolo sotto il fiore. Il flusso di linfa si interrompe: il bocciolo appassisce, resta pendente o cade. Il fenomeno può ridurre la fioritura e l’allegagione, soprattutto quando numerosi boccioli vengono colpiti nello stesso periodo.

La diagnosi va confermata, perché i boccioli recisi possono essere confusi con il danno dell’antonomo della fragola nordamericano (*Anthonomus signatus*) o con lesioni meccaniche e altri insetti carpofagi.

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Sintomi e riconoscimento

  • Boccioli verdi chiusi con peduncolo inciso, appassiti, pendenti o caduti.
  • All’interno dei boccioli recisi possono trovarsi larve biancastre senza zampe, pupe o adulti in sviluppo.
  • Sulle foglie giovani compaiono piccole rosure o perforazioni tondeggianti; gli adulti possono alimentarsi anche su petali e polline.
  • La fioritura appare rada e l’allegagione diminuisce; in presenza elevata il calo produttivo può essere importante.
  • Un bocciolo reciso non contiene necessariamente un uovo: alcuni adulti possono recidere boccioli senza completare l’ovideposizione.
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Cause e diffusione

La diffusione locale avviene soprattutto tramite il movimento degli adulti tra colture di piccoli frutti, rovi selvatici e rose ornamentali o spontanee. Le piante ospiti non gestite ai margini possono sostenere alimentazione, riproduzione o svernamento.

La diffusione a distanza è associata soprattutto al trasporto di piante da impianto con boccioli chiusi infestati, nei quali possono trovarsi uova, larve o pupe. Anche materiale vegetale e residui contenenti adulti svernanti possono contribuire alla colonizzazione.

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Ciclo vitale e persistenza

In genere compie una generazione all’anno. Gli adulti svernano in lettiera secca, residui vegetali, cortecce o altri ripari vicino alle piante ospiti, spesso fuori dal filare coltivato.

In primavera riprendono l’attività con l’aumento delle temperature e si alimentano per alcuni giorni su foglie giovani e strutture fiorali. Dopo l’accoppiamento, la femmina perfora un bocciolo non aperto, depone l’uovo e recide parzialmente o completamente il peduncolo.

L’embrione si sviluppa in circa 5–6 giorni; la larva consuma i tessuti riproduttivi nel bocciolo reciso per circa 18–22 giorni. La pupazione avviene nello stesso bocciolo e il nuovo adulto può emergere dopo circa 8 giorni. In seguito si alimenta e rimane in attività o in estivazione fino allo svernamento.

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Trattamento e difesa

Prima di intervenire, verificare la presenza dell’adulto o del caratteristico bocciolo reciso. Nei piccoli orti e frutteti, la raccolta manuale degli adulti e l’asportazione dei boccioli danneggiati sono spesso le misure più selettive.

Negli impianti professionali, basare ogni decisione su rilievi ripetuti, percentuale di boccioli colpiti, fase fenologica, valore della coltura e indicazioni dei servizi fitosanitari o dei tecnici locali. Le applicazioni, se realmente necessarie e autorizzate, devono essere valutate prima dell’apertura dei fiori per ridurre l’esposizione degli impollinatori.

Non esiste un programma chimico universale applicabile a tutte le colture e regioni italiane. Verificare sempre l’etichetta aggiornata del prodotto autorizzato per la specifica coltura e avversità, rispettando intervalli di sicurezza, dosi, limitazioni e gestione della resistenza.

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Difesa delicata e biologica

La gestione biologica e a basso impatto deve iniziare dal monitoraggio, idealmente dalla comparsa dei primi boccioli fino alla piena fioritura.

  • Ispezionare più volte alla settimana foglie giovani e boccioli lungo bordi, testate e zone vicine a rovi o rose.
  • Raccogliere e distruggere rapidamente i boccioli recisi, appassiti o caduti prima dello sfarfallamento degli adulti.
  • Su piccoli impianti, raccogliere manualmente gli adulti nelle ore fresche, quando sono meno mobili.
  • Usare reti anti-insetto su colture di piccola superficie, installandole prima dell’arrivo degli adulti e garantendo l’impollinazione secondo il sistema produttivo.
  • Ridurre i rifugi immediatamente adiacenti con gestione della lettiera e dei residui, senza eliminare indiscriminatamente habitat utili o applicare trattamenti durante la fioritura.
  • Favorire il monitoraggio coordinato tra appezzamenti vicini: gli adulti possono spostarsi tra fragola, lampone, mora e rosa.
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Prevenzione

  • Acquistare piantine e materiale vivaistico da fornitori affidabili, con tracciabilità e stato fitosanitario verificabile.
  • Ispezionare le nuove piante prima dell’impianto, soprattutto in presenza di boccioli chiusi, peduncoli incisi o residui vegetali.
  • Tenere separato il nuovo materiale per un breve periodo di osservazione quando la situazione aziendale lo consente.
  • In primavera controllare regolarmente bordi, testate e piante vicine di Rubus e Rosa; segnare le zone con maggiore presenza.
  • Asportare tempestivamente i boccioli recisi e rimuovere i residui di potatura o vegetazione che possono offrire rifugio, evitando lavorazioni dannose per il suolo e gli organismi utili.
  • Coordinare il controllo con gli appezzamenti confinanti, perché la gestione di una sola coltura può non essere sufficiente.
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Curiosità

  • Il nome italiano più usato è antonomo della fragola; in Italia è chiamato anche antonomo del lampone.
  • Il danno è caratteristico perché il bocciolo non viene semplicemente rosicchiato: il suo peduncolo viene inciso e il fiore viene “tagliato” prima dell’apertura.
  • Fragola, lampone, mora e rosa sono i principali gruppi di ospiti documentati; i rovi selvatici possono funzionare da serbatoio locale.
  • La specie è molto simile ad altri antonomi: per una diagnosi affidabile è preferibile conservare adulti e boccioli danneggiati per l’esame.
  • In Trentino l’antonomo è oggetto di osservazioni pluriennali in impianti di fragola, a conferma dell’interesse crescente per la difesa dei piccoli frutti.
Importante nota sulla protezione delle piante

Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità specifica, verificando l’impiego corrente nella Banca dati dei prodotti fitosanitari del MASAF/CREA e seguendo integralmente l’etichetta. Non trattare durante la fioritura salvo indicazioni espressamente autorizzate; rispettare tutela degli impollinatori, intervalli di sicurezza, dosi, numero massimo di applicazioni e prescrizioni regionali.