Cimice verde
Parassita

Cimice verde

Nezara viridula
In breve

Breve descrizione di Cimice verde

La cimice verde, Nezara viridula, è un fitofago polifago presente in molte aree d’Italia, soprattutto dove il clima è mite e sono disponibili colture e infestanti ospiti per un periodo prolungato. Adulti e neanidi pungono germogli, fiori, baccelli, semi e frutti, provocando macchie clorotiche o necrotiche, suberificazioni, deformazioni e perdita di qualità, in particolare su pomodoro e leguminose.

Identificazione rapida

Condizioni tipiche

Parti della pianta colpiteFrutti, fiori, gemme, germogli, baccelli, semi, foglie e giovani fusti; particolarmente esposti pomodoro, soia e leguminose.
Condizioni favorevoliTemperature miti o calde, colture sovrapposte, abbondanza di leguminose e infestanti ospiti, bordi incolti, rifugi per lo svernamento e disponibilità continua di fiori, baccelli o frutti.
Fitopatologo

Panoramica

La cimice verde adulta misura generalmente circa 14–16 mm, ha corpo a scudo e colorazione verde; alla base dello scutello sono spesso visibili tre macchie chiare. Le forme giovanili sono prive di ali e possono avere colorazioni molto variabili, dal rossastro al verde, con macchie contrastanti.

Adulti e ninfe possiedono un apparato boccale pungente-succhiante. Preferiscono spesso germogli, fiori, frutti in sviluppo, baccelli e semi, ma possono alimentarsi anche su foglie e giovani fusti. La diagnosi va confermata osservando forma, colorazione, marcature, ovature e stadio dell’insetto, perché i danni possono essere simili a quelli di altre cimici.

Fitopatologo

Sintomi e riconoscimento

  • Piccole punture scure, pallide, giallastre o brunastre su frutti e baccelli.
  • Aloni nuvolosi, aree infossate o suberificate sotto la buccia del pomodoro e di altri frutti verdi.
  • Polpa biancastra, spugnosa o coriacea, maturazione irregolare, deformazioni e peggioramento della qualità commerciale.
  • Caduta di fiori, aborto di giovani baccelli e semi raggrinziti, scoloriti o poco sviluppati in soia e fagiolo.
  • Raramente, puntinature e necrosi localizzate su foglie e giovani fusti.
  • Ovature compatte di uova cilindriche o a barilotto sulla pagina inferiore delle foglie e gruppi di neanidi colorate.

Su pomodoro le lesioni possono essere confuse con batteriosi o marciumi: la presenza del patogeno deve essere verificata separatamente.

Fitopatologo

Cause e diffusione

Adulti e ninfe perforano i tessuti con il rostro, iniettano saliva con enzimi digestivi e aspirano il contenuto liquefatto delle cellule. Le popolazioni aumentano quando sono disponibili contemporaneamente leguminose, ortaggi, fruttiferi, infestanti e colture in fioritura o fruttificazione.

La specie si sposta tra colture, bordi incolti, siepi, residui vegetali e piante spontanee. La continuità degli ospiti, le colture scalari, i volontari e i rifugi di svernamento favoriscono la persistenza. Non tutte le piante su cui l’insetto viene osservato sono però ospiti riproduttivi equivalenti.

Fitopatologo

Ciclo vitale e persistenza

Gli adulti svernano in luoghi riparati, tra lettiera, residui vegetali, corteccia, siepi e altra vegetazione protetta. In primavera riprendono l’attività quando le temperature aumentano, si alimentano e iniziano gli accoppiamenti.

La femmina depone tipicamente sulla pagina inferiore delle foglie ovature compatte, spesso composte da circa 40–115 uova. Le uova schiudono in genere dopo 5–10 giorni in condizioni favorevoli. Le neanidi attraversano cinque stadi; il primo stadio resta spesso vicino all’ovatura e alimentazione significativa inizia dopo la prima muta.

In Italia il numero di generazioni dipende da area, temperatura e disponibilità di ospiti: nelle zone più calde possono svilupparsi due generazioni o generazioni parzialmente sovrapposte, mentre nelle aree più fresche il ciclo è più lento. In condizioni calde l’intero sviluppo può compiersi in circa 35–45 giorni, ma a temperature inferiori può richiedere molto più tempo.

Fitopatologo

Trattamento e difesa

Confermare prima la presenza di Nezara viridula, distinguendola da altre cimici verdi e da lesioni di origine patogena. Nei piccoli impianti, la raccolta manuale di adulti, ninfe e ovature può essere efficace se ripetuta regolarmente.

In coltura professionale, basare la decisione su rilievi visivi, scuotimento della vegetazione, presenza di ovature e danno sugli organi commerciali. Se l’infestazione è localizzata ai bordi, privilegiare interventi mirati sulle fasce perimetrali quando consentito dalla strategia e dall’etichetta. Le forme giovanili sono spesso più esposte degli adulti, ma la risposta dipende da coltura, stadio e prodotto autorizzato.

Ricorrere alla difesa chimica solo oltre la soglia o il livello di danno economicamente rilevante definito per la coltura e dalle linee tecniche locali, scegliendo esclusivamente formulati autorizzati in Italia e rispettando rigorosamente l’etichetta vigente. Evitare applicazioni ripetute e non mirate, che possono colpire impollinatori e antagonisti e favorire nuove reinfestazioni.

Fitopatologo

Difesa delicata e biologica

Integrare più misure, dando priorità alla prevenzione e al monitoraggio:

  • Controllare almeno una volta alla settimana foglie, pagina inferiore, fiori, baccelli e frutti, con particolare attenzione ai bordi della coltura.
  • Rimuovere manualmente adulti, ninfe e ovature nei piccoli orti; raccogliere le ovature prima della schiusa e allontanarle dalla coltura.
  • Usare reti antinsetto o tessuti di esclusione ben chiusi ai bordi, installati prima dell’ingresso degli adulti; rimuoverli durante la fioritura quando siano necessari gli impollinatori, salvo impollinazione manuale o gestione compatibile.
  • Favorire gli antagonisti naturali evitando trattamenti ad ampio spettro non necessari. Trissolcus basalis e altri parassitoidi possono contribuire al contenimento, ma l’efficacia varia e non va presunta senza monitoraggio.
  • Mantenere una fascia colturale pulita da infestanti ospiti fortemente infestate e rimuovere colture volontarie, residui e frutti sovramaturi; evitare però sfalci indiscriminati durante la migrazione verso la coltura.
  • Su piccole superfici si può valutare una pianta-trappola, soprattutto leguminose, solo se monitorata frequentemente e rimossa o gestita prima che gli adulti si spostino sulla coltura principale.
Fitopatologo

Prevenzione

Iniziare il monitoraggio dalla tarda primavera e intensificarlo dalla fioritura alla raccolta, adattando la frequenza al clima locale. Ispezionare soprattutto margini, siepi, incolti, infestanti, foglie inferiori e organi riproduttivi.

  • Eliminare o contenere infestanti e colture volontarie che ospitano cimici, evitando di lasciare vegetazione fortemente infestata accanto a colture sensibili.
  • Rimuovere tempestivamente frutti danneggiati o sovramaturi e gestire i residui dopo la raccolta.
  • Usare rotazioni e distanziare, quando possibile, pomodoro e leguminose da fonti note di infestazione o da colture mature fortemente infestate.
  • Proteggere gli ortaggi con reti antinsetto e verificare regolarmente che non vi siano aperture.
  • Conservare siepi e margini gestiti in modo selettivo per sostenere gli antagonisti, ma controllare le piante ospiti quando diventano una fonte di migrazione.
  • In serra, chiudere porte, aperture e finestre con reti adeguate e controllare il materiale vegetale in ingresso.
Fitopatologo

Curiosità

  • È una specie altamente polifaga: la presenza su una pianta non dimostra necessariamente che quella pianta consenta la riproduzione completa.
  • Le infestazioni possono entrare dai bordi dell’appezzamento dopo la crescita su infestanti, colture vicine o vegetazione spontanea.
  • Le ovature possono essere attaccate da parassitoidi oofagi, tra cui Trissolcus basalis, mentre altri antagonisti possono colpire ninfe e adulti.
  • La cimice verde viene talvolta chiamata anche cimice del pomodoro, ma il pomodoro è solo uno dei numerosi ospiti possibili.
Importante nota sulla protezione delle piante

Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura e l’avversità specifica, verificando sempre l’etichetta vigente, le colture registrate, le dosi, i tempi di carenza, il numero massimo di applicazioni e le prescrizioni di sicurezza. Non trattare in presenza di api o altri impollinatori e non usare prodotti su colture o destinazioni non riportate in etichetta.

Piante ospiti

Piante colpite

Scheda collegata a 1

Le piante seguenti sono collegate a questo problema sulla base dei dati strutturati relativi alle piante ospiti. L’elenco si aggiorna automaticamente quando viene creata una nuova scheda della pianta.