
Cicalina verde della vite
Empoasca vitis Göthe, 1875Breve descrizione di Cicalina verde della vite
La cicalina verde della vite, Empoasca vitis, è un piccolo cicadellide succhiatore particolarmente importante nei vigneti italiani ed europei. Ninfe e adulti pungono soprattutto nervature e tessuti adiacenti sulla pagina inferiore delle foglie, causando ingiallimenti o arrossamenti dai margini verso l’interno, seguiti da necrosi e disseccamento. Poiché specie affini possono apparire simili, la diagnosi va confermata prima di intervenire.
Condizioni tipiche
Panoramica
La cicalina verde della vite è un insetto di piccole dimensioni, allungato e generalmente verde chiaro. È associato soprattutto alla vite, dove ninfe e adulti pungono i tessuti conduttori delle foglie, in particolare nervature e aree vicine.
Il danno non consiste in semplici morsicature: la sottrazione di linfa e le lesioni prodotte durante l’alimentazione alterano il funzionamento dei tessuti fogliari. Sui vitigni a uva bianca prevalgono tonalità giallastre, mentre sulle varietà a bacca nera possono comparire arrossamenti. La presenza dell’insetto o delle esuvie sulla pagina inferiore aiuta a distinguere l’infestazione da carenze nutrizionali, stress idrico, virosi e altre cause di alterazione cromatica.
In Italia il nome comune può essere applicato in modo generico a diverse cicaline verdi. Empoasca vitis non deve essere identificata con certezza soltanto dal colore o dall’aspetto osservato a occhio nudo.
Sintomi e riconoscimento
I primi sintomi compaiono spesso lungo il margine delle foglie. Sulle varietà a bacca bianca si osserva un ingiallimento che procede verso l’interno; sulle varietà a bacca nera può prevalere una colorazione rosso-violacea. Con l’aumento del danno, il margine diventa bruno e necrotico, può arricciarsi e disseccare.
- piccole ninfe mobili e adulti verde chiaro sulla pagina inferiore;
- esuvie biancastre aderenti alla superficie fogliare inferiore;
- necrosi marginale con progressione verso la nervatura centrale;
- caduta anticipata delle foglie nei casi più intensi;
- riduzione della superficie fotosinteticamente attiva e possibile ritardo della maturazione.
I sintomi possono somigliare a carenza di potassio, siccità, fitotossicità, virosi o danni di altre cicaline. Prima di attribuire la causa a Empoasca vitis è opportuno cercare l’insetto sulle foglie sintomatiche.
Cause e diffusione
Il danno è causato dalle punture alimentari ripetute di ninfe e adulti sulle nervature e sui tessuti vicini. Le lesioni compromettono la funzionalità della foglia e provocano alterazioni cromatiche che avanzano dal margine verso l’interno.
Gli adulti possono spostarsi tra vigneto, siepi, rovi, alberi e altri ospiti. Una vegetazione eccessivamente fitta ostacola il controllo visivo e può offrire rifugio; al contrario, la rimozione indiscriminata della vegetazione può eliminare anche gli ausiliari. Le segnalazioni di ospiti secondari non sono ugualmente solide per tutte le piante e possono risentire di confusioni tassonomiche tra specie di Empoasca.
Ciclo vitale e persistenza
In molte aree europee gli adulti fecondati svernano fuori dal vigneto, in siepi, rovi, vegetazione sempreverde o altri rifugi protetti. In primavera si spostano sulla vite e depongono le uova nei tessuti fogliari, spesso in prossimità delle nervature.
Le uova schiudono generalmente dopo alcuni giorni. Le ninfe attraversano cinque stadi, sono prive di ali funzionali e si alimentano soprattutto sulla pagina inferiore; successivamente diventano adulti mobili. In condizioni favorevoli possono svilupparsi circa due-quattro generazioni annue, con variazioni legate a clima, disponibilità di ospiti e andamento locale della popolazione.
Le uova possono essere attaccate da imenotteri parassitoidi del genere Anagrus, importanti componenti della regolazione naturale. Dalla tarda estate gli adulti tendono a spostarsi verso i rifugi di svernamento.
Trattamento e difesa
Intervenire solo dopo aver verificato che la cicalina sia presente sulle foglie e che il livello di infestazione, il danno osservato, la sensibilità del vitigno e gli obiettivi produttivi giustifichino l’azione. Nei piccoli impianti può essere preferibile trattare soltanto le aree colpite, evitando applicazioni generalizzate a bassa pressione.
Nei vigneti professionali, basare la decisione sui rilievi aziendali e sui bollettini fitosanitari regionali. Considerare anche l’andamento naturale della popolazione e la presenza di parassitoidi. Se l’identificazione è incerta, non confondere automaticamente Empoasca vitis con altre cicaline della vite: la scelta e il momento dell’intervento possono cambiare.
Qualsiasi trattamento deve rispettare esclusivamente l’etichetta italiana aggiornata del prodotto autorizzato. Evitare applicazioni durante la fioritura quando l’etichetta o le condizioni di sicurezza per gli impollinatori lo vietano, rispettare il tempo di carenza e alternare i meccanismi d’azione quando previsto dai programmi di difesa integrata.
Difesa delicata e biologica
La gestione biologica e a basso impatto deve iniziare dal monitoraggio, non da trattamenti calendarizzati. Controllare regolarmente la pagina inferiore delle foglie da inizio estate fino alla vendemmia, soprattutto nei filari storicamente infestati. È utile scuotere delicatamente la vegetazione sopra un foglio bianco e osservare le foglie con una lente.
- favorire una chioma arieggiata mediante potatura, scacchiatura e corretta sistemazione dei germogli;
- evitare eccessi di azoto, che producono vegetazione tenera e molto vigorosa;
- conservare, quando compatibile con la gestione del vigneto, fasce e siepi utili a predatori e parassitoidi;
- limitare gli insetticidi ad ampio spettro, particolarmente dannosi per gli organismi ausiliari;
- valutare prodotti microbiologici o sostanze di origine naturale solo se autorizzati in Italia sulla vite e applicabili secondo etichetta;
- rimuovere soltanto le foglie gravemente compromesse quando ciò non riduca eccessivamente la chioma fotosintetica.
Gli interventi biologici hanno efficacia variabile e devono essere integrati con identificazione, monitoraggio e valutazione del danno reale.
Prevenzione
Iniziare i controlli all’inizio dell’estate e proseguirli fino alla raccolta, esaminando foglie rappresentative di più zone del vigneto. Ispezionare soprattutto la pagina inferiore, dove si trovano ninfe, adulti ed esuvie.
- utilizzare una lente o scuotere i germogli sopra un foglio bianco;
- registrare presenza, stadio dell’insetto, distribuzione e sviluppo dei sintomi;
- mantenere equilibrata la vigoria della vite evitando concimazioni azotate eccessive;
- gestire potatura verde e posizionamento dei germogli per rendere ispezionabile la chioma;
- evitare sfalci o diserbi generalizzati non necessari, che possono ridurre rifugi e risorse per gli ausiliari;
- conservare predatori, ragni e parassitoidi evitando trattamenti non giustificati;
- inviare campioni o fotografie a un servizio fitosanitario, laboratorio o consulente qualificato quando la specie modifica la strategia di difesa.
Curiosità
- Il danno è spesso chiamato “grillatura” della vite perché le aree marginali della foglia sembrano bruciate.
- Il colore del sintomo dipende anche dal vitigno: giallo sulle uve bianche e più spesso rosso-violaceo sulle uve nere.
- Gli adulti sono molto mobili e possono entrare nel vigneto dalla vegetazione circostante.
- Gli insetti del genere Anagrus possono parassitizzare le uova e contribuire al contenimento naturale.
- La semplice osservazione di una piccola cicalina verde non è sufficiente per distinguere Empoasca vitis da specie affini.
Utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati in Italia per la coltura della vite e per l’avversità indicata, verificando sempre l’etichetta vigente, le colture autorizzate, le dosi, il numero massimo di applicazioni, i tempi di carenza, i dispositivi di protezione e le limitazioni per gli organismi utili. Non impostare trattamenti automatici sulla sola presenza di adulti o su sintomi non confermati.