Carenza di manganese
Ambientale

Carenza di manganese

In breve

Breve descrizione di Carenza di manganese

La carenza di manganese è un disturbo nutrizionale non infettivo che compare soprattutto sulle foglie giovani, con ingiallimento tra le nervature ancora verdi, crescita ridotta e talvolta piccole necrosi. È frequente quando il manganese diventa poco disponibile in terreni calcarei, alcalini, troppo concimati con calce, compatti o soggetti a ristagni. I sintomi possono confondersi con carenza di ferro, stress radicale o fitotossicità: analisi del terreno e, se utile, dei tessuti aiutano a confermare la diagnosi.

Identificazione rapida

Condizioni tipiche

Parti della pianta colpiteFoglie giovani e germogli in accrescimento; nei casi gravi apici, fronde emergenti e punto di crescita delle palme.
Condizioni favorevoliTerreni calcarei o con pH elevato, eccesso di calce, substrati sabbiosi o fortemente dilavati, acqua d’irrigazione alcalina, compattamento, ristagno, scarsa aerazione e apparati radicali danneggiati.
Fitopatologo

Panoramica

Il manganese è richiesto in quantità molto basse, ma svolge un ruolo importante nel fotosistema II, nella fotosintesi e in numerosi sistemi enzimatici. Nelle dicotiledoni la manifestazione tipica è una clorosi internervale sulle foglie in espansione: il tessuto diventa verde pallido o giallo, mentre le nervature restano verdi e possono creare un disegno fine, reticolato o a lisca di pesce.

Secondo la specie e la gravità, possono comparire punteggiature clorotiche, macchie grigie o brune, necrosi, foglie piccole, internodi corti e sviluppo rallentato. Nei cereali sono possibili striature gialle parallele; nelle palme le nuove fronde possono risultare accorciate, clorotiche, necrotiche o deformate.

La diagnosi visiva non è sufficiente: confrontare foglie giovani e mature, valutare pH, drenaggio, compattamento e qualità dell’acqua d’irrigazione, quindi confermare il sospetto con un’analisi del terreno e, nei casi dubbi o di valore elevato, con un’analisi fogliare.

Fitopatologo

Sintomi e riconoscimento

  • Clorosi internervale sulle foglie giovani, con nervature verdi e spesso una fine trama reticolata.
  • Foglie nuove pallide, più piccole, deformate o con margini increspati; crescita ridotta e internodi più corti.
  • Con l’aggravarsi del disturbo compaiono puntini, macchie brune o necrosi tra le nervature.
  • Grano e orzo possono mostrare striature gialle parallele; l’avena può sviluppare punteggiature grigie.
  • Patata e barbabietola possono presentare clorosi internervale con lenticelle o punteggiature grigie-brunastre.
  • Nelle palme le nuove fronde possono essere corte, clorotiche, necrotiche e dall’aspetto arricciato o bruciato.
  • Il quadro può somigliare a carenza di ferro o magnesio, danno da erbicida, malattia fogliare o sofferenza delle radici.
Fitopatologo

Cause e diffusione

La causa principale è la scarsa disponibilità del manganese nel rizosfera, non necessariamente la sua assenza totale. pH elevato, suoli calcarei, calcitazioni ripetute e acqua irrigua alcalina riducono la quota assimilabile. Sono inoltre predisponenti i terreni sabbiosi o molto dilavati, alcuni substrati ricchi di sostanza organica, il freddo della rizosfera, il ristagno, la compattazione e le radici danneggiate.

Il disturbo non si trasmette tra piante. La sua apparente espansione dipende dalla diversa chimica del terreno, dal drenaggio, dai percorsi dell’acqua o dalla distribuzione di calce e fertilizzanti. Eccessi di altri elementi e danni radicali possono aggravare l’assorbimento o imitare la carenza.

Fitopatologo

Ciclo vitale e persistenza

Non esiste un ciclo biologico di patogeno o insetto. Il disturbo inizia quando le radici non riescono a fornire abbastanza manganese ai tessuti in espansione. Poiché il manganese viene redistribuito poco dalle foglie vecchie, i sintomi emergono soprattutto sulla nuova vegetazione.

Se la carenza persiste, la clorosi può evolvere in punteggiature, necrosi, crescita stentata e danni al punto di crescita nelle palme. La distribuzione a chiazze in campo segue spesso variazioni di pH, tessitura, drenaggio, compattamento, irrigazione o precedenti interventi di calcitazione. Le foglie già necrotiche non tornano verdi; il miglioramento si valuta soprattutto osservando la nuova crescita.

Fitopatologo

Trattamento e difesa

Prima di intervenire, prelevare campioni rappresentativi di terreno e, quando utile, foglie giovani e sane a confronto con quelle sintomatiche. Verificare anche pH, calcare attivo, drenaggio, salinità, qualità dell’acqua e stato delle radici. Escludere carenza di ferro, magnesio o azoto, fitotossicità da erbicidi e malattie radicali.

Se la carenza è confermata, correggere innanzitutto la causa: ridurre ulteriori apporti di calce, migliorare aerazione e drenaggio, e ripristinare un apparato radicale funzionale. Un fertilizzante contenente manganese, applicato al terreno o alla chioma, può accelerare la risposta in alcune colture; la scelta della forma e della dose deve dipendere dalla coltura, dal substrato e dall’analisi. Le applicazioni fogliari sono in genere temporanee e non risolvono un pH o un problema radicale persistente.

Valutare il risultato osservando le foglie che si formano dopo la correzione. Le aree già necrotiche non recuperano e un eccesso di manganese può produrre macchie, clorosi e riduzione della crescita.

Fitopatologo

Difesa delicata e biologica

La gestione biologica consiste soprattutto nel migliorare l’ambiente radicale, non nell’impiegare antiparassitari. Utilizzare ammendanti organici maturi e ben decomposti con moderazione, evitando accumuli che possano alterare pH o disponibilità dei micronutrienti. Aumentare la sostanza organica stabile, proteggere la struttura del suolo e favorire una buona attività radicale.

Nei piccoli appezzamenti, correggere il drenaggio, ridurre il calpestamento e usare pacciamature che limitino gli sbalzi di umidità. Non applicare compost, calce o prodotti “naturali” a base di micronutrienti senza una diagnosi: anche il manganese può diventare tossico se somministrato in eccesso.

Fitopatologo

Prevenzione

  • Analizzare il terreno prima di correggere il pH o distribuire calce; evitare la calcitazione di routine.
  • Mantenere il pH nell’intervallo adatto alla coltura, senza renderlo inutilmente alcalino.
  • Controllare il drenaggio, limitare il compattamento e prevenire lunghi periodi di saturazione.
  • Per colture in contenitore o piante di pregio, verificare pH e alcalinità dell’acqua quando le carenze di micronutrienti si ripetono.
  • Usare una fertilizzazione completa e proporzionata alla coltura, basata su analisi e asportazioni, non su applicazioni preventive di manganese.
  • Ispezionare regolarmente la nuova vegetazione e intervenire prima che compaiano necrosi o danni al punto di crescita.
  • Tenere conto della storia del terreno: zone sovraccariche di calce, substrati molto organici e aree con drenaggio diverso possono comportarsi in modo distinto.
Fitopatologo

Curiosità

  • Il manganese è poco mobile nella pianta: per questo la nuova vegetazione è spesso più colpita delle foglie mature.
  • Un terreno può contenere manganese totale sufficiente ma renderne disponibile una quota troppo bassa a causa di pH elevato, calcare o interazioni con la sostanza organica.
  • La carenza e la tossicità sono condizioni opposte: l’acidità marcata e i ristagni possono aumentare eccessivamente la disponibilità del manganese.
  • La clorosi da manganese può essere confusa con quella da ferro; il disegno delle nervature non è abbastanza costante per una diagnosi certa.
  • Le aree sintomatiche spesso seguono le fasce di terreno calcareo, le zone compattate o le differenze di drenaggio, non una diffusione da pianta a pianta.
Importante nota sulla protezione delle piante

Non usare prodotti fitosanitari per una carenza nutrizionale. Eventuali concimi o correttivi a base di manganese devono essere legalmente autorizzati per la coltura e l’impiego previsto in Italia; seguire sempre l’etichetta vigente, le dosi registrate e le indicazioni tecniche locali. Evitare applicazioni empiriche: un eccesso di manganese può causare tossicità.