
Bronzatura fogliare del pioppo
Marssonina brunnea (Ellis & Everh.) MagnusBreve descrizione di Bronzatura fogliare del pioppo
La bronzatura fogliare del pioppo è una malattia fungina causata da Marssonina brunnea, particolarmente problematica su pioppi neri, ibridi euramericani e altri cloni sensibili. Le infezioni compaiono come piccole macchie brune o nerastre, spesso con centro chiaro; nelle annate umide le lesioni si uniscono, le foglie ingialliscono e cadono precocemente, riducendo crescita e vigore degli impianti.
Condizioni tipiche
Panoramica
Marssonina brunnea causa una maculatura e defogliazione del pioppo importante in vivai, pioppeti, fasce frangivento e impianti ornamentali. I cloni euramericani sensibili possono perdere una parte rilevante della chioma durante periodi piovosi prolungati. Infezioni leggere sono soprattutto estetiche, mentre attacchi ripetuti riducono la superficie fotosintetica, rallentano l’accrescimento e possono predisporre i rami a disseccamenti o ad altri patogeni.
La diagnosi non dovrebbe basarsi soltanto sull’aspetto delle macchie: altre malattie fogliari del pioppo possono essere simili. Nei casi di forte defogliazione, nei vivai o quando è necessario scegliere materiale clonale, è opportuno sottoporre foglie e germogli a un laboratorio fitopatologico.
Sintomi e riconoscimento
I primi sintomi compaiono in primavera o all’inizio dell’estate come piccole macchie brune, bruno-rossastre o nerastre, spesso di circa 1–3 mm. Le lesioni possono sviluppare un centro grigio-biancastro o pallido, diventare angolari vicino alle nervature e fondersi in chiazze necrotiche bruno-ruggine.
- Le foglie ingialliscono e cadono prima del normale autunno, spesso iniziando dalla parte bassa o interna della chioma.
- Sui piccioli possono comparire lesioni allungate nel senso dell’asse.
- Sui germogli giovani possono formarsi lesioni, che talvolta contribuiscono al disseccamento apicale o dei rametti.
- Nelle lesioni mature si possono osservare piccoli corpi fruttiferi scuri o rilievi puntiformi, ma la conferma microscopica resta preferibile.
Cause e diffusione
La diffusione avviene principalmente attraverso spore liberate in presenza di acqua e trasportate dagli schizzi di pioggia, dalla rugiada e dalle superfici fogliari bagnate. Le infezioni aumentano quando la chioma resta umida per molte ore e possono ripetersi più volte nella stessa stagione.
Favoriscono la malattia le piantagioni fitte, i cloni sensibili, la pioggia frequente, l’irrigazione soprachioma, lo scarso movimento dell’aria e l’accumulo di foglie o germogli infetti. Anche materiale di propagazione contaminato può contribuire all’introduzione del patogeno. La suscettibilità dipende dalla combinazione tra popolazione o forma del fungo e genotipo del pioppo.
Ciclo vitale e persistenza
Il fungo supera l’inverno soprattutto nelle foglie infette cadute e nei germogli malati. In primavera, con pioggia o rugiada, le strutture presenti nei residui rilasciano spore; anche le lesioni sui germogli possono produrre conidi.
Le spore germinano sulla superficie bagnata di foglie e germogli, penetrano direttamente nei tessuti e formano nuove macchie. Durante la stagione, i conidi prodotti nelle lesioni vengono trasportati soprattutto dagli schizzi di pioggia verso la vegetazione vicina. Cicli secondari ripetuti sono favoriti da periodi frequenti o prolungati di bagnatura. Le foglie cadute e i germogli infetti mantengono l’inoculo per l’anno seguente.
Trattamento e difesa
Sugli alberi già insediati l’obiettivo realistico è ridurre l’inoculo e limitare le nuove infezioni, non eradicare il fungo dalla piantagione. Rimuovere le foglie infette cadute, potare i germogli morti o fortemente lesionati con tempo asciutto e migliorare la ventilazione della chioma. Evitare potature drastiche su alberi stressati.
Nei vivai o negli impianti di pregio, se la defogliazione si ripete, può essere più efficace sostituire i cloni molto sensibili con materiale tollerante. Eventuali fungicidi devono essere scelti soltanto tra gli usi autorizzati in Italia per pioppo e specifica avversità, seguendo integralmente l’etichetta aggiornata; la protezione, quando prevista, è più utile prima dell’infezione o ai primissimi sintomi. Per sintomi atipici o ricorrenti, confermare la diagnosi tramite servizio fitopatologico o laboratorio qualificato.
Difesa delicata e biologica
La gestione biologica e a basso impatto si basa soprattutto sulla riduzione dell’inoculo e della bagnatura:
- raccogliere e allontanare, ove praticabile, le foglie fortemente infette cadute sotto gli alberi, soprattutto in vivai e piccoli impianti;
- potare i germogli o rametti chiaramente malati durante tempo asciutto, eliminando il materiale dal sito;
- evitare di compostare residui infetti a basse temperature o di distribuirli nuovamente nel pioppeto;
- preferire irrigazione localizzata o a basso spruzzo e irrigare abbastanza presto da consentire l’asciugatura della chioma;
- mantenere adeguato distanziamento e ventilazione, senza creare chiome eccessivamente dense;
- utilizzare materiale vivaistico sano e cloni tolleranti idonei alla zona.
Non sono disponibili metodi biologici generalizzabili che sostituiscano la scelta del clone e le pratiche igieniche.
Prevenzione
Per prevenire la bronzatura fogliare in Italia:
- scegliere cloni di Populus con tolleranza documentata per la specifica area e destinazione produttiva;
- acquistare piantine, talee e marze da fornitori affidabili, evitando materiale con macchie fogliari o germogli lesionati;
- favorire sesti d’impianto e potature compatibili con una buona circolazione dell’aria;
- limitare l’irrigazione soprachioma e irrigare nelle prime ore del giorno, quando possibile;
- rimuovere le foglie cadute molto infette e i germogli disseccati, specialmente nei vivai;
- disinfettare gli attrezzi tra piante sospette e non spostare residui o talee contaminati;
- monitorare la comparsa delle prime macchie dalla primavera, soprattutto dopo periodi piovosi.
Curiosità
- La suscettibilità non è uniforme: può cambiare sensibilmente tra specie, ibridi e cloni di pioppo.
- La malattia è stata associata a epidemie di defogliazione in aree pioppicole, soprattutto quando le piogge si susseguono senza periodi sufficienti di asciugatura.
- Le forme e popolazioni del patogeno possono mostrare rapporti di compatibilità diversi con gli ospiti; per questo non è prudente trasferire automaticamente i dati di suscettibilità da un pioppo a tutti gli altri.
- La perdita precoce delle foglie riduce l’efficienza fotosintetica e, se si ripete, può diminuire l’accrescimento legnoso.
In Italia utilizzare esclusivamente prodotti fitosanitari legalmente autorizzati per la coltura, l’avversità e l’uso previsto, verificando sempre il disciplinare e l’etichetta aggiornati. Non applicare trattamenti fuori etichetta né basarsi automaticamente su programmi validi per altre maculature del pioppo. La protezione fungicida, quando ammessa e realmente giustificata, è generalmente preventiva e deve essere definita in funzione di clone, sito, rischio d’infezione e condizioni meteorologiche.